Lo Studio d'arte bresciano propone una vasta selezione proveniente da collezioni private con particolare accento sulla migliore arte del nostro paese. Lucio Fontana ed Emilio IsgròAlighiero Boetti e Roberto MattaSalvador Dalí e Hsiao Chin sono solo alcuni degli artisti che figurano nell’ampio catalogo disponibile online.

La seconda metà del XX secolo ha visto l’arte italiana primeggiare a livello internazionale per ricerca ed innovazione. Nel nostro paese sono nate sia numerosi correnti come l’Arte Povera e la Pittura Analitica che linguaggi più personali, come i puntini di Antonio Scaccabozzi e le cancellature di Emilio Isgrò. Cogliamo l’occasione per ripercorrere il percorso artistico degli autori delle opere più interessanti in asta.

Lo Spazialismo: Lucio Fontana

Lucio Fontana (1899-1968) è uno degli artisti italiani probabilmente più noti a livello internazionale. Le sue opere sono tra le più quotate al mondo, tanto da essere state più volte al centro di vendite record: “Concetto spaziale, La fine di Dio”, realizzato nel 1964, è stato battuto nel novembre 2015 presso la sede newyorkese di Christie’s per 23.660 milioni di euro (cambio attuale). Soltanto pochi giorni fa, sempre da Christie’s “Concetto spaziale, Attese” è andato sotto il martello per 9.7 milioni di euro, dando un’ulteriore conferma del continuo interesse verso il suo lavoro.

Fontana, capostipite dello Spazialismo, ne pubblicò il manifesto nel 1949. Il suo obiettivo era quello di superare la pittura e la scultura tradizionali, stimolando una sperimentazione che tendesse al metafisico attraversando il "fisico": con un segno grafico-spaziale come nei tagli e nelle attese, o attraverso la luce come nei meno noti Ambienti Spaziali.

Ventesimo di una serie di 75 esemplari + 20 in numeri romani, “Concetto Spaziale - Teatrino” è parte di questa storica ricerca che avrebbe influenzato molti movimenti a venire. Firmata dall’artista e datata 1868, l’opera è stimata tra i 15 e i 20.000 euro.

La pittura analitica: Paolo Cotani e Marco Gastini

Paolo Cotani (1940-2011) e Marco Gastini (nato nel 1938) sono due importanti esponenti della Pittura Analitica, movimento sviluppatosi negli anni ‘70 e fondato dallo storico dell’arte Filiberto Menna. Conosciuto anche con la dicitura “Pittura-pittura”, il movimento incitava ad un ritorno alla pittura in sé, in aperto contrasto con l'Arte Concettuale che invece la considerava un mezzo superato. Questa corrente ne invoca al contrario un ritorno che fa dell’atto stesso del dipingere e della relazione, per così dire, tra l’uomo e il pennello, il suo concetto fondante.

La “Pittura-pittura”, sempre rimasta piuttosto sottotraccia, sta venendo riscoperta negli ultimi anni sia a livello nazionale che internazionale: ne sono un esempio gli ottimi risultati d’asta degli artisti del movimento.

K28b, realizzato da Paolo Cotani nel 1975, utilizza come supporto un materiale a lui molto caro, ovvero delle bende elastiche su cui sono stese delle pennellate monocrome di colore acrilico. L’opera, proveniente da una collezione privata, fa parte di una delle ricerche materiche più interessanti dell’artista ed è stimata tra i 40 e i 50.000 euro.

Come per K28b, anche “Quadro” di Marco Gastini, quotato tra i 10 e 12.000 euro, è stato realizzato con acrilico e durcot su una base diversa dalla tela, un materiale quotidiano, considerato poco nobile: il plexiglas.

Il gruppo N: Edoardo Landi

Nato nel 1959 a Padova, il Gruppo N comprende gli artisti Edoardo Landi, Toni Costa, Ennio Chiggio, Alberto Biasi e Manfredo Massironi. Il gruppo avrà breve vita ma sarà molto importante nel quadro dell’Arte Cinetica e Programmata. Un interessante lotto di quest'asta stimato tra i 16 e i 18.000 euro è “Rifrazione cilindrica variabile” di Edoardo Landi, i cui lavori sono stati esposti in moltissimi musei nazionali ed internazionali, tra cui il MoMa di New York e la Biennale di Venezia.

Il pattern dell'opera, molto grafico e matematico, nasce dall'utilizzo di cilindri in perspex (una resina metacrilica) e legno. Elemento tipico dell'Arte Cinetica e Programmata, lo studio del movimento e della sua percezione  è un motivo molto caro al Gruppo N.

Le cancellature di Emilio Isgrò

Come Fontana, Emilio Isgrò è un artista riconosciuto a livello internazionale, grazie al peculiare immaginario visivo che ha sviluppato nel corso del suo percorso. Sin dagli anni ‘50, il suo ruolo è stato fondamentale nello sviluppo dell’arte visiva e concettuale e gli ha valso numerosi inviti a diverse edizioni della Biennale di Venezia. Le sue opere sono state esposte, tra gli altri, presso il Mart di Rovereto, il Palazzo Reale e La Triennale di Milano e i Musei delle Belle Arti del Belgio a Bruxelles.

La cancellatura è il linguaggio che l’artista utilizza per scandagliare il concetto dell’identità, della definizione del sé e dell’altro, della decostruzione e della ricostruzione della parola e dell’immagine. Questa pratica che accompagna l’artista sin dagli esordi nasce dall’esperienza di editing delle pagine culturali “Il Gazzettino” trasposta nel visivo: l'atto del cancellare non è  un gesto negativo, quanto piuttosto un mezzo per rielaborare la realtà e creare nuovi significati da uno stesso significante.

“Immagina quale”, un’opera in tecnica mista su libro in box di legno e plexiglass, rielabora la relazione tra l’immagine e la parola, i due concetti su cui fa perno l’immaginario dell’artista. Datata 1984 e firmata e autenticata dall’artista, è stimata tra i 12 e i 14.000 euro.

I “puntini” di Antonio Scaccabarozzi

Antonio Scaccabarozzi (1936-2008) non partecipa mai attivamente ai molti movimenti nati duranti la sua carriera: li guarda tutti dall’esterno, utilizzandoli come ispirazione e riportandoli in una sfera personale, intima. È da qui che parte, dal suo essere “artista” nel senso più semplice della parola, una lunga carriera fatta di un'instancabile ricerca. Dopo gli studi a Brera, Scaccabarozzi vivrà a Parigi prima, dove si innamorerà dei lavori di Mondrian e Picasso, e a Londra dopo. Sarà poi la volta dell’Olanda e della Spagna, prima del ritorno definitivo in Italia.

Nel suo personale percorso di ricerca si intravede l’influenza delle correnti dell'epoca: dall’utilizzo di materiali poveri alla cinetica, alle stesure monocrome, allo studio dello spazio. Quello che renderà Scaccabarozzi celebre è il motivo dei “puntini”, come evidente in “Prevalenze 1-6-V.O. div.2 Tre primari 1| |6”. Stimato tra i 12 e i 14.000 euro, il quadro ben rappresenta il linguaggio dell’artista e il suo inserimento nel contesto del tempo.

L’asta di arte moderna e contemporanea si terrà a Brescia presso la sede dello Studio d’Arte Martini in due sessioni, il 20 e 21 alle ore 17:00. È possibile parteciparvi e fare un’offerta anche collegandosi a www.martiniarte.it.

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