Quando incontriamo la parola "Avanguardia", che sia nel campo letterario, teatrale o artistico, pensiamo immediatamente a una forza creativa di rottura, dirompente e rivoluzionaria. La parola stessa, ripresa dalla terminologia di guerra, comunica tutta l'energia e lo spirito di intellettuali lungimiranti e sensibili alla velocità con cui le epoche, mai estranee al passato che le precede, si rincorrono.

Picasso e il Primitivismo

Tra il XIX e il XX secolo cresce l'ansia di afferrare il contemporaneo, guardando al prossimo futuro per capirlo e metabolizzarlo, tra le Esposizioni Universali, la vita affollata della città e l'innovazione. In questo particolare periodo storico e culturale, le Avanguardie si impongono sul panorama internazionale. Si viaggia su due binari intrecciati, quello del Nuovo e quello dell'Atavico, dell'Arcaico, dell' Archetipico, dell'Antropologico. Ci si affaccia all'Umanità nella sua declinazione più ancestrale, alle sue possibilità, debolezze, traumi e origini, si torna nelle Caverne, nelle Grotte di Lascaux, si attinge al fuoco, si riscopre l' "Es".

La venere di Willendorf. La venere di Willendorf.

La corrente del Primitivismo è espressione di questo ritorno alla genesi dell'identità umana. Si parte dall'inno allo "Stato di Natura" di Jean- Jacques Rousseau, per passare attraverso i paesaggi tahitiani in blocchi di colore sintetici di Paul Gaugin, fino al Cubismo e allo scomporsi dell'immagine, all'idea di aprire il tridimensionale per rappresentarlo sulla tela e sul collage. Non si fa fatica a immaginare un'opera iconica, rappresentativa di questo Spirito, che funge, peraltro, da spartiacque nella storia dell'arte: parliamo delle "Demoiselles d'Avignon" di Pablo Picasso, dipinto a olio del 1907: un quadro fuori dall'ordinario, dal concetto tradizionale e "accademico"di Bellezza, di Bellezza, di forma, di armonia delle linee. Qui il Contemporaneo esplode, letteralmente: la donna è ritratta allo stesso tempo di spalle e di fronte, il viso si fa maschera, la femminilità è geometrica.

"Demoiselles d'Avignon", Pablo Picasso, 1907, MoMA, New York "Demoiselles d'Avignon", Pablo Picasso, 1907, MoMA, New York

Picasso attinge molto dal Primitivismo e dalle tendenze tracciate e dall'esposizione d'Arte Africana, Nativo Americana e Oceanica. Significativo è ciò che disse all'amico André Malraux, in relazione alle sensazioni provate nel visitare un' esposizione dell'Arte Indigena al Trocadéro di Parigi, nel 1937: «Le maschere non erano come le altre sculture: erano qualcosa di magico, si ergevano contro tutto, contro gli spiriti ignoti e minacciosi. E io continuavo ad ammirare quei feticci... E capii. Anch’io mi ergo contro tutto. Anch’io credo che tutto è sconosciuto, tutto è nemico».

Dettaglio da "Demoiselles d'Avignon" e due maschere africane Dettaglio da "Demoiselles d'Avignon" e due maschere africane

In quelle linee spezzate e dure, Picasso, come anche Henri Matisse e i surrealisti, vedevano sprigionarsi un'istintività espressiva totalmente nuova, onesta e liberatoria, una creatività sganciata dalle leggi prospettiche e dalla fedeltà alla oggetto ritratto. D'altronde, con l'invenzione della fotografia nella prima metà dell'Ottocento, l'Arte può iniziare a sbizzarrirsi, ad abbandonare il concetto di "forma accademica", per concentrarsi, prima sul colore e sulla luce con gli Impressionisti, per poi diventare Espressione di un tumulto interno, di una psicologia che muta.

Man Ray e André Breton

Man Ray nel 1927 coniuga lo strumento fotografico con la "corrente" primitivista, ritraendo così Simone Kahan Non è un caso che Simone fosse la moglie del teorico surrealista André Breton, il cui atelier è affollato da maschere e statue indigene.

Simone Kahan ritratta da Man Ray. Simone Kahan ritratta da Man Ray.

Il Primitivismo e le mostre 

Per dare l'idea della diffusione e del successo di questa tendenza al primitivo, citiamo alcuni eventi: Carl Einstein, pioniere dello studio e del collezionismo di "Art Négre", pubblica nel 1915 il primo catalogo sullʼestetica della scultura africana; nel 1919 ha luogo a  Parigi  la "Première Exposition dʼart nègre et dʼart océanien" organizzata dal mercante d'arte Paul Guillaumenel; nel 1930, sempre a Parigi, Tristan Tzara organizza l' "Exposition dʼArt africain et oceanien" alla Galerie Pigalle.

Una donna tra gli uomini: Peggy Guggenheim

L'intuito di una donna eccezionale fa sentire la sua voce in mezzo a questo elenco di uomini: quello di Peggy Guggenheim, che a proposito dell'Arte Primitiva disse: «Cominciai ad acquistare l’arte precolombiana e primitiva e nelle settimane successive mi ritrovai orgogliosa proprietaria di dodici fantastici oggetti di artigianato: si trattava di maschere e sculture della Nuova Guinea, del Congo Belga, del Sudan Francese, del Perù, del Brasile, del Messico e della Nuova Irlanda.» -Peggy Guggenheim, Una Vita per l’Arte, Rizzoli, Milano 1982-

Peggy Guggenheim ritratta nella sua casa a Venezia, particolare. Peggy Guggenheim ritratta nella sua casa a Venezia, particolare.

L'Arte Primitiva viene declinata in eleganza e raffinatezza grazie all'interpretazione di Amedeo Modigliani, che ne apprezza e mette in luce l'unica capacità di sintesi plastica. La semplicità di queste opere è solo apparente: dietro c'è uno studio e una tradizione che Modigliani rielabora e rappresenta, plasmando forme uniche.

Amedeo Modigliani, Testa di donna. Amedeo Modigliani, Testa di donna.

Questi sono solo alcuni tra gli artisti che hanno attinto a un'Arte dallo spirito atavico. Il '900 abbraccia numerose Avanguardie, che si incontrano e si dividono, ognuna mantenendo la propria affascinante complessità.

Tutte però in qualche modo attingono all'Arte Primitiva nella quale riscoprono "lo Spirito del Popolo": la tradizione più ancestrale che esprime una verità assoluta, quella dell'Umanità e delle sue origini.

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