Se avete in piano una vista a Palm Desert nei prossimi mesi, la galleria d’arte Heather James Fine Art è un passaggio obbligato. Nella sede californiana, infatti, è stata inaugurata da poco una mostra dedicata ad Herb Alpert, poliedrico artista di Los Angeles tuttora in attività: sono 31 i lavori in mostra, tra sculture e dipinti astratti.

Herb Alpert, Bolero, 2013 Herb Alpert, Bolero, 2013

Per coloro che non lo conoscono, Herb Alpert è un creativo che da sempre opera nell’arte e nella musica: scultore, pittore, trombettista e produttore, non si è mai fatto intimorire da nuove sfide. Grazie alla sua tenacia e al suo talento in ambito musicale ha vinto numerosissimi premi, sia con il lavoro da solista che accompagnato dalla band “The Tijuana Brass”, tra cui 9 Grammy Award e 21 dischi di platino.

Come artista, invece, ha iniziato a dipingere nel 1969; a questa pratica si è accostata quella della scultura nella decade successiva. Il suo principale filone è l’astrattismo, che lo ha portato ad esporre le sue opere, tra gli altri, presso il Museum of California Art and The City of Pasadena, al Contemporary Art Center of Virginia e al Museum of Contemporary Art di Los Angeles, oltre che in numerose gallerie sia negli Stati Uniti che in Europa.

Herb Alpert, Flight 447, 2009 Herb Alpert, Flight 447, 2009

L’approccio di Alpert alle arti visive è lo stesso che ha nei confronti del jazz, la sua prima passione: "La soddisfazione che provo quando suono la tromba è la stessa di quando dipingo e faccio sculture”. Il tentativo è quello di ricreare quella sensazione in campo visivo, in primis attraverso l’improvvisazione: “Non ho mai una cosa in mente. Non ho altro obiettivo che non sia la forma. Ricerco quella forma che mi tocca e quando la trovo.... Mi fermo”.

Da questa energia nasce “A Visual Melody”, che raccoglie le sue ultime fatiche: i dipinti sono fluidi, essenziali e insieme lirici, creati mischiando tecniche e strumenti diversi, dai colori acrilici sino all’utilizzo del caffè.

Herp Albert, Poise, 2002. Herb Alpert, Poise, 2002.

Le sculture di bronzo per materiale e linee essenziali ricordano Alberto Giacometti ed Henry Moore e sono un altro importante elemento nella sua narrativa. Plastiche, totemiche e spesso monumentali, si ritrova in loro lo stesso lirismo e fluidità dei dipinti astratti. Evidente l’influenza delle arti primitive, soprattutto nel ciclo “Spirit Totems”; nove di queste sculture sono state installate in modo permanente all’ingresso del Chicago's Field Museum of Natural History.

Dalì, Untitled, 1932. Dalì, Untitled, 1932.

Sempre da Heather James è esposto “Untitled”: firmato e datato 1932, è un dipinto del grande artista Dalì, noto per la vita sregolata e per le opere rappresentanti ambienti surreali e desolati. Il lavoro in questione, un olio su tela, rappresenta quello che sembra essere un pennone che fuoriesce da una finestra scura che si apre su uno scalcinato muro di mattoni ed è stato recentemente acquisito da una collezione privata.

Qui trovi più dettagli sulla mostra di Heather James.

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