Dora Maar, all’anagrafe Henriette Theodora Markovitch, nacque a Parigi il 22 novembre del 1907. La donna, fino all’anno della sua morte, era nota solamente per essere stata la musa e l’amante di Picasso, una delle più grandi menti artistiche del XX Secolo. Solo negli anni '90 sono affiorate le sue fotografie surrealiste, grazie alle quali critici e pubblico l’hanno finalmente riconosciuta per il suo lavoro artistico ed intellettuale.

Immagine: Dora Maar, © 2017 Artists Rights Society (ARS), New York / ADAGP, Paris Immagine: Dora Maar, © 2017 Artists Rights Society (ARS), New York / ADAGP, Paris

L'adesione al Surrealismo

Durante gli studi all’Accademia di Belle Arti alla fine degli anni ‘20, Maar conobbe la pittrice surrealista Jacqueline Lamba. Le due aderirono al Movimento Surrealista sin dai suoi esordi ed erano solite incontrarsi con gli altri artisti del gruppo presso l’ormai celebre Café Cyrano di Place Banche, nel quartiere di Montmartre. Tra questi vi erano, tra gli altri, Buñuel, Dalì e André Breton stesso, che sarebbe diventato il primo marito di Lamba e che a lei avrebbe dedicato innumerevoli poesie.

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Ady Fidelin, Marie Cuttoli, Man Ray, Picasso and Dor Maar, 1937 by Man Ray ©Man Ray Trust ADAGP Paris and DACS London 2017

Nel 1935, Maar si occupò di fotografare il set di “Il delitto del Signor Lange”, lungometraggio diretto da Jean Renoir che al tempo riscosse grande successo: fu in questa occasione che il poeta Paul Éluard la introdusse all’artista spagnolo. Due anni dopo, quando Picasso si era già separato dalla compagna e modella Marie-Thérèse Walter, con la quale aveva avuto una figlia, Maar lo fotografò nel suo studio durante la creazione di uno dei suoi lavori più noti, Guernica.

La serie “Donna che piange”

Nei mesi di maggio e giugno del 1937, Maar fu una presenza costante e fondamentale nello studio dell’artista di Rue Des Grands-Augustins: gli scatti delle opere venivano infatti utilizzati da Picasso per la riflessione in fieri sui suoi progetti. Ma Maar non fu solo fotografa: posò in qualità di modella per molti dei dipinti dell’artista. Il più noto di questi si intitola “Donna che piange”: inclusa in Guernica stessa, è parte di una vasta serie di opere che la ritraggono sofferente.

Pablo Picasso, Donna che piange. Immagine: Tate. Pablo Picasso, Donna che piange. Immagine: © Succession Picasso/DACS 2018

Sulla serie, Picasso affermò che “un artista non è libero come può sembrare. E così è stato con i miei ritratti di Dora Maar. Non potevo dipingerla mentre rideva. Per me lei è una donna che piange. L’ho ritratta per anni in modo tormentato, ma farlo non era mai sadico, né piacevole: ho solo obbedito ad una visione che si imponeva in me. Era una realtà profonda, non superficiale”. Anche Maar ebbe da dire sui quadri dell’ex amante che la ritraevano: “Sono tutti Picasso, nessuno è Dora Maar”.

Uno dei dipinti della serie balzò alle cronache internazionali il 2 agosto 1986, quando fu sottratto dal muro della National Gallery di Victoria, in Australia. Al suo posto, un biglietto firmato dai sedicenti “Terroristi culturali Australiani”. Nonostante l’opera venne ritrovata in una stazione delle ferrovie poche settimane dopo il furto, i responsabili non furono mai individuati.

Il riconoscimento internazionale dopo la morte

La grande influenza della donna nel lavoro di Picasso è stata riconosciuta sempre: fu lei ad incoraggiarlo ad utilizzare la sua arte come arma politica. Nell’opera “Dora Maar Seduta” del 1938, la musa e amante è ritratta come una donna orgogliosa ed indipendente, seduta elegantemente con le mani incrociate sul grembo. Picasso spesso mandava via le sue modelle dopo poche ore, scegliendo di lavorare direttamente dalle loro foto: questo non faceva che sostenere la convinzione di Maar che fosse un pittore egoista, più preoccupato dell’arte che voleva creare che della persona che sedeva davanti a lui.

Il valore di Maar va ben oltre il suo ruolo di amante e musa di Picasso. La riscoperta delle sue opere avvenne solo a ridosso della sua morte nel 1997. Nel 1991 una mostra alla Galerie 1900-2000 di Parigi la presentò al mondo in veste di artista e aprì la strada alla tardiva consacrazione della donna come fotografa ed intellettuale dell’avanguardia parigina. In seguito alla morte, gli storici dell’arte riscoprirono altre sue opere e rivalutarono il suo lavoro. È grazie a questo che oggi, Maar viene ricordata non più come più l’amante di Picasso, tanto che quest'anno il suo lavoro sarà parte della mostra "Coppie Moderne 1900-1950" al Centre Pompidou-Metz.

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