Palazzo Serbelloni, uno dei più significativi esempi del neoclassicismo milanese, aprirà le sue porte per l’ultima volta in occasione dell’asta. Questa, infatti, è l’ultima a tenersi presso lo storico palazzo di Porta Venezia: Cambi a breve si trasferirà a breve in via San Marco 22, che diventerà quindi la nuova sede milanese della nota casa d’aste.

Ma non è questa l’unica ragione per cui quella del 27 febbraio sarà un’asta memorabile: si tratta, infatti, della più grande vendita delle preziose manifatture di Murano del ‘900 ad oggi realizzata in Italia. Un’ottima occasione per quanti desiderino ampliare la loro collezione con rari e preziosi vasi, ma anche per coloro che vogliono portarsi a casa, ad un prezzo accessibile, un pezzo della storia vetraria della Laguna.

Occupiamoci dunque della fitta agenda del giorno. Alle 16:30 si terrà l’asta “Murano ‘900”, il cui ampio catalogo conta ben 485 lotti tra vasi, sculture, piatti e vassoi prodotti nel secolo scorso. Si inizierà coi vasi in vetro soffiato degli anni ‘20-’30, caratterizzati da una inconfondibile leggerezza e trasparenza, il cui valore stimato si aggira tra i 500 e i 1.500 euro. Tra questi risaltano i vetri in filigrana bianca di Aureliano Toso, la cui vetreria, fondata nel 1938, si avvalse, tra gli altri, della collaborazione con Dino Martens.

Proprio alle abili mani di Dino Martens per la vetreria Toso si deve uno dei top lot: il vaso Gomitolo in vetro a patchwork sommerso, esposto alla Biennale di Venezia nel 1954 e stimato a 10.000 euro, rappresenta un’occasione irripetibile per portarsi a casa un pezzo di maestria artigiana. “Gomitolo” è caratterizzato infatti da un decoro di canne policrome con inserti di zanfirico in cristallo scapellato.

Sempre da non perdere i bellissimi vasi Barovier in vetro iridato di forte spessore. Gli oggetti, stimati tra gli 800 e i 2.000 euro, erano un regalo di nozze tipico degli anni ‘40. Storica famiglia di mastri vetrai, la Barovier è la sesta impresa familiare più antica al mondo, con all’attivo oltre 800 anni di attività, che vanta la scoperta di numerose tecniche di lavorazione del vetro.

Per gli amanti dei pezzi unici, un vaso decorato a smalti di Vittorio Zecchin e due rarissimi vasi a murrine di Umberto Bellotto, che da tempo non si vedevano sul mercato. L’artista è noto in tutto il mondo per essere stato uno dei primi a coniugare le tecniche di lavorazione del vetro tipiche della laguna con quella del ferro battuto. Questo gli valse la partecipazione quasi onnipresente alla Biennale di Venezia, che nel 1995 fece un’esposizione in suo onore.

Subito dopo “Murano ‘900”, saranno messi in asta i lotti del catalogo “Arti Decorative del XX secolo”, che propone preziosi pezzi che vanno dal Liberty al Futurismo. Tra i molti nomi celebri risaltano quelli di Fornasetti, Ettore Sottsass e Gio Ponti. Suo è il bellissimo vaso in maiolica a sfondo turchese “L’architetto”, creato per Richard Ginori nel 1930.

Seguono pezzi storici liberty di Galileo Chini e di Ginori stesso, una collezioni di rari pezzi di Lenci (Torino) tra cui spicca il gruppo futurista di Mario Sturani, stimato tra i 4.000 i 5.000 euro e ancora sculture di Angelo Biancini e vasi di Giovanni Gariboldi, il cui valore è in ascesa.

Punta di diamante del catalogo di chiusura sono le vetrate al piombo degli anni ‘30, tra le quali risalta quella disegnata da Gianni Vagnetti e  realizzata da Quentin, ditta fiorentina, in occasione della Biennale del 1928.
L’appuntamento è per il 27 febbraio: alle ore 16:30 per “Murano ‘900” e alle 15:00 per “Arti Decorative del XX secolo” presso Palazzo Scarpelli. Gli oggetti sono in esposizione dal 23 al 26 febbraio, sempre a Palazzo Scarpelli, dalle 10:00 alle 19:00.

Scopri su Barnebys tutti i lotti dell’asta di Cambi.

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