Manca pochissimo all'ottava edizione di Affordable Art Fair che si terrà dal 26 al 28 gennaio (inaugurazione il 25 su invito o con prevendita online) presso il Superstudio Più di Milano.

La formula vincente della manifestazione resta invariata: grandi nomi dall’arte contemporanea e ultime tendenze fino ai 6.000 euro, in un appuntamento diventato ormai un must per gli appassionati d'arte, per i collezionisti annoiati da ambienti troppo istituzionali e per i curiosi che si avvicinano per la prima volta a questo effervescente mondo.

Per incuriosirvi un po' in vista di questo attesissimo appuntamento, noi di Barnebys abbiamo selezionato per voi un gruppo di artisti italiani ed internazionali da tenere assolutamente d'occhio!

Tra gli artisti da non perdere della prossima edizione di Affordable Art Fair c'è sicuramente Arjan Shehaj della galleria Carte Scoperte Art Gallery. L’arte di Arjan si caratterizza per la sua forza espressiva. La monocromia e la bicromia indicano valori luminosi primari che esprimono una ricerca minimale ed essenziale della forma. Attraverso forme tratteggiate a penna, l’artista crea variazioni compositive che sollecitano lo spettatore a interrogare le opere in rapporto allo spazio circostante.

acrilico su multistratto, anno, 2017 diametro 60.

 

CUBO Gallery – Lin Zhipeng

Lin Zhipeng, alias NO.223, nasce a Shantou (Cina), nella provincia di Guangdong. Trasferitosi a Pechino, lavora come editor per alcuni giornali, prima di diventare fotografo free lance.

Autore del blog “North latitude 23”, ha pubblicato diversi libri fotografici: ”Hidden Track“, ” Satellite of Love“, “No.223“, “Wild Oast“, “My Private Broadway“. Censurato nel suo paese, ma pubblicato su numerosi siti e riviste come Vice, S Magazine, Dazed and Confused, Lin Zhipeng espone in tutto il mondo facendosi chiamare 223, pseudonimo che prende spunto dal personaggio del poliziotto, He Zhiwu, matricola 223, del film “Hong Kong Espress” di Wong Kar-Wai .

cubogallery_Lin Zhipeng_Big bird, 2004, fotografia

Lin Zhipeng ritrae sé stesso e la sua cerchia di amici, dando voce a una parte nascosta della cultura giovanile della Cina contemporanea. Le sue fotografie, caratterizzate da elegante indolenza, colori saturi, flash penetranti, e inquadrature frontali, svelano nella potenza della giovinezza una profonda vulnerabilità.

L’uso dell’immagine istantanea amplifica il rapporto serrato tra il tempo e l’esistenza. Giovinezza, sesso e identità si mescolano costantemente con l’ambiguo, l’inesorabile e il frivolo. Immagini forti, che si servono del colore e della posa per costruire una poetica visivamente intrigante.

 

Maroncelli 12 – Dan Miller

L'arte di Dan Miller riflette le sue percezioni. Lettere e parole vengono ripetutamente sovrapposte in differenti strati di inchiostro. Ogni opera diventa una registrazione scritta delle ossessioni dell'artista, un accumulo viscerale di testi e sequenze numeriche che spesso hanno forti riferimenti personali, aspetti della sua routine quotidiana, nomi di persone della sua storia familiare o locali specifici. L' artista non trascrive visivamente solo gli oggetti, ma anche i loro suoni, come se li ascoltassimo in continua conversazione. numeri e parole si sovrappongono fino a diventare incomprensibili, illeggibili, un’immagine astratta meravigliosa che ricorda gli overall painting di Pollock e i tratti decisi di Cy Towmbly.

Maroncelli 12 Dan Miller_framed 2013, 407

​Sin dai primi lavori, realizzati da bambino, Miller utilizza i materiali che ha a disposizione: inchiostro, pennarelli e matite, come unici mezzi di comunicazione alla sua portata. ​​Affetto da disturbi autistici, perde fin da piccolo il contatto con la realtà esterna per rifugiarsi nel suo mondo interiore.​ Nel 1988, dopo gli studi, entra a far parte del Creative Growth Art Center ​di​ Oakland ​(​California​) che offre un terreno propizio alla creatività delle persone con difficoltà psicologiche​. Con un gesto ripetitivo, quasi meccanico esprime sulla carta il suo mondo interiore, le sue emozioni, i suoi stati d’animo. Torna sul segno più e più volte, fino a cancellarlo, talvolta completamente. Il risultato che ne ottiene è una mappa dell’anima, una poesia visiva straordinaria. Le sue opere rivelano una forza dinamica che sembra prendere vita in lettere, numeri e immagini. E anche l’ossessione per gli oggetti più comuni quali lampade, prese elettriche ​(che ha potuto vedere nella ferramenta dello zio), prodotti alimentari​ o ancora nomi di battesimo delle persone che ha quotidianamente intorno​. Presente alla 57esima edizione della Biennale di Venezia, nella mostra “Viva Arte Viva” firmata da Christin Macel, i lavori di Miller si trovano nelle collezioni di alcuni tra i più importanti musei e gallerie del mondo tra cui il Museum of Modern Art di New York, la Collection de l’Art Brut di di Losanna e lo Smithsonian American Art Museum.

 

Pisacene Arte – Enrico Pambianchi

Enrico Pambianchi nasce a Ostellato di Ferrara nel 1969. Giovane ed eclettico artista, studia da autodidatta e sperimenta le più svariate tecniche e stili, impiegando materiali diversi. I suoi inizi sono figurativi, si ispira a soggetti di matrice classica e lo influenzano fortemente l’arte del pittore modenese Wainer Vaccari e del maestro Remo Brinidisi. Dal 2000 assistiamo a un’inversione di rotta; Pambianchi sperimenta dapprima l’informale astratto per poi approdare al figurativo informale realizzato attraverso tecniche miste. I soggetti prediletti sono i protagonisti dei fumetti o icone storiche: da Captain America a Steve Rogers, fino a quello che egli stesso considera il “Prometeo moderno”, Frankenstein.

Pisacane Arte_Enrico Pambianchi_Chewing gum_collage, acrilico, olio, matite e resine su tela_70x100 cm_ 2000Ôé¼

Rivisita grandi capolavori di maestri spagnoli, quali Rembrandt e Velazquez e lavora addirittura su scene di film di Michelangelo Antonioni. Si specializza nella tecnica del collage, utilizza resine, olio, colature plastiche, incisioni, pastello. Parte da un’immagine fotografica e la quadretta, come dovesse elaborare un lavoro prospettico. Da qui ha inizio la rivisitazione del soggetto, che avviene con interventi pittorici, applicazione di ritagli di giornale, note a matita a bordo tela che concorrono al senso di ironia e sarcasmo che l’artista intende dare all’opera. Egli stesso definisce il suo stile “Iperrealismo Visionario”: raffigura realtà sincroniche o diacroniche in cui icone e personaggi inquietanti della storia o della cultura popolare cercano la salvezza, la redenzione. Soggetti pop-olari che ritrovano la pace attraverso una spiccata ironia, che allontana i protagonisti dalla loro natura angosciante. Alcune opere dell’artista sono conservate in collezioni private (tra cui Rina Cavallini, madre di Sgarbi e un importante collezionista fiorentino) e presso la Galleria Civica di Ferrara.

 

Morotti Arte Contemporanea – Lorenzo Taini

Le opere di Lorenzo Taini (1977) presentano costruzioni simmetriche di linee che coprono la tela in continuità. Lo spazio limitato raccoglie le sequenze geometriche rappresentanti una sintesi di significati. All’oggetto segue il concetto: la linea viene utilizzata da Taini per interpretare il tempo e lo spazio, visibile nella ripetizione infinita e nell’idea di movimento che si cela dietro la rappresentazione del segno. Con un’artigianalità precisa e curata unita alla semplicità dei gesti, Taini dipinge e “ricama” le sue tele realizzando delle opere a metà strada tra pittura e installazione.

Morotti Arte Contemporanea Lorenzo Taini Giambelli 800eur 10x10x4 cad 2017 pigmento gesso acrilico vinilica e sabbia su lego Foto di Luca Nistler

Il suo lavoro ruota tutto attorno al concetto di “ripetizione”, di trasformazione di un gesto, di un segno, di un oggetto, in qualcosa d’altro. Quello che interessa all’artista è analizzare il processo che genera l’opera, scomponendolo in tutte le sue parti o in tutte le sue possibilità. Cercando nella quotidianità i frammenti che generano l’opera d’arte.

 

Galleria Berga – Patrizia Polese

Specializzata nell'arte della tessitura, Patrizia Polese sviluppa la sua ricerca artistica sullo studio dell'effimero e del transitorio realizzando forme scultoree composte da materiali differenti. Il linguaggio artistico della Polese è ampio e variegato; dalla pittura su legno, all’installazione, alla fotografia performativa dove la vediamo immortalata con le opere che crea. Patrizia Polese vive e lavora in Italia. Dopo una lunga esperienza nel campo del restauro (Milano-Venezia 1993-97). Ha conseguito il diploma alla Scuola d’Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano, con specializzazione nell’arte della tessitura (1995).

galleria-berga_patrizia-polese_flaming_2010_corda-fiammeri-e-differenti-materiali_60x75

Attraverso la passione artistica è alla continua ricerca di un linguaggio comune tra tutte le cose, un intersecarsi non solo di spazio e tempo ma anche di elementi umani, animali e vegetali. Un tentativo costante che ha come obiettivo il risveglio delle coscienze alla verità della non separazione tra l’io e l’ambiente e di come tutto sia governato dalla percezione individuale attraverso la quale tutto si compone, si scompone e si collega. Oltre alla tessitura bi e tridimensionale utilizza differenti medium come il disegno, le installazioni, la fotografia. Espone regolarmente le sue opere in esibizioni personali e collettive sia in Italia che all’estero. Collabora con aziende nel campo della moda e del design. Tiene regolarmente corsi di tessitura a privati e nelle scuole pubbliche.

 

ARSANI Auction House Gallery – Vladyslav Krasnoshchok

Vlad Krasnoshchok è stato nominato per numerosi prestigiosi premi fotografici, incluso il Discovery Award a Les Rencontres d'Arles, in Francia, e il libro  Euromaidan (Riot Books, 2014), creato con Sergiy Lebedynskyy, rappresentante dello Shilo Group, è stato selezionato per il prestigioso premio Book of the Year a Fotobook Festival Kassel, Germania, e per il First Photobook Paris Photo-Aperture Foundation Award. Il suo lavoro è stato presentato in molte mostre collettive e recentemente nella mostra collaborativa solista con Olga Starostina alla Galleria Hooks-Epstein, a Houston. Il lavoro di Krasnoshchok è incluso in numerose collezioni pubbliche e private, tra cui quelle del Museum of Fine Arts di Houston; Kiyosato Museum of Photographic Arts, Giappone; Coleção Joaquim Paiva / Museo di Arte Moderna di Rio de Janeiro; Museo della cultura organica, Kolomna, Russia; e Magnum Photos, New York.

ARSANI-auction-house-gallery_Vladyslav-Krasnoshchok_Koba-(Iosif Stalin)_2017_Soviet-photoreproduction-linocut-c

 

Krasnoshchok offre uno spaccato raro che esplora la difficile evoluzione del contesto politico e culturale dei regimi comunisti sotto il dominio sovietico. Le sue opere  sono una metafora dello stato attuale del suo paese, che descrive come intrappolato tra la nostalgia e l'apprensione per un futuro incerto. Le sue immagini sono un documento personale e genuino delle rivolte ucraine contro la politica di Putin, mostrandoci non tanto l'evento in sé quanto il sentimento.

 

KITAI KIKAKU – Mizuho Koyama

La storia dello sho (calligrafia) è stata tramandata in maniera ininterrotta dall’antichità. Le rigide regole della storia di questa forma d’arte sono così rigide che è raro trovare delle nuove espressioni, delle rielaborazioni dello Sho.  Fino ad oggi pochi calligrafi sono stati effettivamente riconosciuti a livello mondiale sulla scena artistica, ma ai nostril giorni stiamo assistendo alla nascita di un nuovo “liberatore” della disciplina che crea un mondo originale, con uno stile innovativo completamente diverso da quello dei suoi predecessori: è l’arte di Mizuho KOYAMA.

Ha studiato per anni la calligrafia con un insegnante che dava un grande valore alla tradizione, ma ha poi iniziato a esplorare varie forme di espressione, leggendo e ascoltando poesie e racconti che ha assorbito. Una prima innovazione è stata quella di fare uso di poesie in inglese e altri tipi di scrittura alfanumerica che tutto il mondo, anche altre culture sono in grado di leggere.

Kitai_Mizuho Koyama_KEEL_2015_Sumi-ink, ink, crayon, pencil on paper, wood panel_100.5 x68.0cm

In secondo luogo, ha incorporato elementi presi dai graffiti che ha conosciuto per le strade di New York, che possono essere considerati come l'estremo opposto da sho tradizionale, con le sue rigide regole di espressione del carattere. In terzo luogo, ha ingegnosamente armonizzato su carta classica le tecniche di Sho con le innovazioni che ha introdotto, per stabilire il suo stile originale di espressione. Al centro di queste tre innovazioni di successo è il suo grande desiderio di creare opere che toccano la coscienza e senso estetico condiviso da persone in tutto il mondo, al di là dei confini di nazionalità, religione e l'era-un desiderio che si esprime in modo semplice, in bianco e nero.

Adesso che abbiamo catturato la vostra attenzione e curiosità, non ci resta che darvi appuntamento a Milano per una tre-giorni che si preannuncia davvero molto interessante, e divertente!

 

 

Commento