Che sia un’opera di arte contemporanea, un mobile art decò o un gioiello, la valutazione è un passo molto importante sia nel momento in cui decidi di vendere un oggetto in tuo possesso sia per tenere sotto controllo il valore della tua collezione: una fase molto delicata che impatta una serie di scelte e, in termine ultimo, il guadagno che ricaverai dalla vendita dell’oggetto nel mercato secondario.

Tramonto a Montmajour, Vincent van Gogh. Immagine: Barnebys Tramonto a Montmajour, Vincent van Gogh. Immagine: Barnebys

La valutazione di un’opera dipende in primis dall’obiettivo della valutazione stessa: ogni caso è diverso. Una valutazione per questioni fiscali, per esempio, può differire molto da una che ha come obiettivo la vendita. Questo articolo si concentrerà su questa seconda opzione.

Reperire le informazioni

Dunque, hai deciso di vendere un’opera. E ora? Gli esperti di Finarte sottolineano come il primo, essenziale passo consista nel reperire tutte le informazioni che si hanno in merito all’oggetto, tra cui:

- Provenienza: dove l’hai acquistato? Hai dei certificati che testimoniano i passaggi di proprietà?
- Hai autentiche/certificati in tuo possesso?
- Sono già state fatte delle valutazioni in passato?
- L’oggetto è stato restaurato?
- Ha fatto parte di mostre o collezioni/è citato in pubblicazioni importanti?

Tutti questi elementi aiuteranno l’esperto a cui ti affiderai a fare una valutazione più precisa in merito al valore di mercato di quel che vuoi vendere.

Case d’asta, servizi online, fondazioni o soggetti terzi: a chi affidarsi?

Immagine © Sotheby's Immagine © Sotheby's

“Nella maggior parte dei casi chi si dispone a far valutare un oggetto ha sempre un'idea del suo valore maggiore rispetto alla reale corrispondenza del mercato”, affermano Giorgio e Gherardo Rusconi di Capitolium Art. “Diversi fattori contribuiscono a far si che si verifichi questa situazione. In primis le valutazioni liberali e quindi quelle indicazioni date in via confidenziale (da parte di esperti, artisti, conoscitori, appassionati...)  che non devono prendersi poi la responsabilità di vendere o di acquistare direttamente l'opera.

La tendenza è di sopravvalutare per evitare l'imbarazzo di scontentare il conoscente, per contribuire ad alzare le quotazioni di questo o di quell'altro artista o per incapacità di discernere il valore artistico dell'opera da quello reale di mercato”.

È bene, quindi, lasciarsi alle spalle questo tipo di valutazioni informali, cercando un punto di riferimento con ampie competenze nel settore dell’opera che si desidera vendere. In questo senso, ci sono molti soggetti che offrono servizi di valutazione: case d’asta, servizi online come quello di Barnebys ed enti terzi come fondazioni o istituzioni che, come ricorda Finarte, “si occupano della tutela e salvaguardia del lavoro dei singoli maestri, rispetto alla autenticità delle opere e alla valorizzazione del lavoro”.

Di nuovo, non c’è una soluzione migliore o peggiore a priori e molto dipende dal tipo di oggetto e dalle sue peculiarità - tutti elementi da valutare di volta in volta.

Le specificità delle case d’asta

Immagine © Christie's Immagine © Christie's

“Chi desidera proporre ad un’asta un proprio bene deve essere consapevole del soggetto con cui si confronterà. Deve sapere esattamente cosa è e cosa non è una casa d’aste”, sottolinea Matteo Torresan, Direttore Operativo di Della Rocca: una differenza non sempre conosciuta dal grande pubblico.

A differenza delle gallerie, le case d’asta non acquistano per sé e non vendono direttamente ad un pubblico di acquirenti: sono degli intermediari, che mettono in vendita degli oggetti per conto di una parte terza. "Detto ciò, è ovvio che l’approccio alla valutazione di un’opera da parte di una casa d’aste è sempre orientata all’ottimizzazione puntuale di un risultato di mercato ed è finalizzata a indicare una partenza d’asta che permetta di innescare il meccanismo virtuoso della gara per ottenere il massimo valore possibile", conclude Matteo Torresan.

In base a quali criteri scegliere?

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Avendo ben chiaro in mente il ruolo delle case d’asta è importante, se si decide di affidarsi ad una casa d'aste, fare prima una valutazione osservando quali sono i campi su cui è specializzata: se alcune sono esperte in molti ambiti, altre si concentrano su settori specifici come antiquariato, design o arte contemporanea.

Per scegliere quella più adatta, è necessario inoltre fare una ricerca che, oltre alla fiducia e alla trasparenza, guardi anche allo storico: è necessario in questo senso individuare case d’asta che nei semestri precedenti “hanno trattato opere dell'autore con riscontri di mercato favorevoli, prendendo coscienza del valore potenziale in asta di quel determinato bene”, sottolinea Finarte.

La qualità degli oggetti, la selezione e la cura dei cataloghi, una programmazione delle aste attenta agli indicatori e agli eventi di settore e una strategia di comunicazione efficace portano a grandi risultati. Inoltre, ricorda Pietro Gambetta di Cambi Casa d'aste, “Una casa d'aste che effettua valutazioni gratuite e vanta una clientela ampia ed internazionale aumenta la possibilità che i lotti in asta salgano ben oltre le stime iniziali”.

Le case d’aste organizzano molto spesso delle giornate di valutazione gratuita, in cui faranno una stima del valore del tuo oggetto e considereranno se inserirlo nel catalogo di un'asta futura: un ottimo modo per capire il valore dell'oggetto e valutare a chi affidare la vendita per ottenere il maggiore profitto.

Per concludere, decidere a che soggetto affidare la valutazione comporta una considerazione non soltanto della trasparenza e dell’affidabilità della casa d’asta, ma anche del pubblico a cui si rivolge e che partecipa alle sue aste, soprattutto se il tuo oggetto può essere d'interesse per collezionisti stranieri.

Un ringraziamento a Finarte, Cambi Casa d’Aste, Capitolium Art e Della Rocca per il prezioso contributo.

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