Rodin, "Il pensatore", Immagine via France culture Rodin, "Il pensatore", Immagine via France culture

Durante il Rinascimento, le arti figurative si trovano al centro di un dibattito tra intellettuali per determinare quale sia la più "nobile". I pittori ritengono che il loro compito sia chiaramente il più difficile perché, a differenza degli scultori, devono partire da zero. Al contrario, la pietra (o il marmo) è un materiale preesistente e un'opera della natura di per sé: l'unica cosa che gli scultori devono fare è rimuovere la materia in eccesso e rivelare la figura già presente nel blocco.

Uno dei primi argomenti che scatenano questo dibattito è sollevato da Gian Lorenzo Bernini, il quale sostiene davanti all'Accademia di Francia che il pittore apprende dipingendo e può correggere il suo lavoro durante il processo creativo. Lo scultore, d’altro canto, non può che rimanere ancorato alla sua idea originale, dal momento che non vi è alcuna possibilità di rettificarla in fieri. Il dipinto è quindi il risultato di un processo di apprendimento, mentre la scultura è espressione di ciò che l'artista ha in mente già prima di iniziare a scolpire.

Immagine via Dreamtime Immagine via Dreamtime

Bernini è un seguace di entrambe le discipline, e le sue argomentazioni sono per lo più basate sulla pratica, dal momento che intaglia i suoi lavori direttamente nel marmo senza mai fare delle prove - e dunque privandosi della possibilità di imparare.

In risposta, gli scultori ribattono che una statua è molto più complessa e una conquista più grande, perché essendo tridimensionale deve essere bella da ogni angolazione. Gli stessi pittori invece, si devono preoccupare solo di una superficie piatta. La scultura richiederebbe in questo senso più rigore e abilità, a causa dei limiti imposti dal mezzo stesso.

Oggi la scultura è una parte importante della storia dell'arte e, come la pittura, ha vissuto progressi, rivoluzioni e l'arrivo di grandi artisti che, attraverso questa disciplina, hanno reinventato il loro linguaggio plastico. Le più grandi case d'asta hanno battuto, nel corso degli ultimi 10 anni, sculture che non solo hanno non solo frantumato diversi record d’artista, ma anche scalato la classifica delle opere d'arte più costose della storia.

10.  Nu de dos, 4 états (Back IV), Henri Matisse

"Nu de dos, 4 états (Back IV)”, Henri Matisse, foto © Christie's "Nu de dos, 4 états (Back IV)”, Henri Matisse, foto © Christie's

Il 3 novembre 2010 entra nella sala d’aste di Christie’s l’ultima opera in catalogo e tra i collezionisti si scatena un’ondata di eccitazione. Si tratta di " Nu de dos, 4 états (Back IV)”, una scultura in bronzo patinato che fa parte di una monumentale opera scultorea realizzata da Henri Matisse, il progetto più lungo della sua carriera. La produzione di questa serie di massicci rilievi abbraccia un periodo di 23 anni, dal 1908 al 1931, e rappresenta un importante punto di riferimento per la scultura moderna. Il soggetto è unico: una donna nuda appoggiata a un muro, vista da dietro. Back IV è la prima scultura della serie ad apparire in un'asta pubblica, il che spiega il vivo interesse del pubblico e il prodigioso realizzo di 48.8 milioni di dollari.

9. “Grande tête mince e “Grande Tête Mince (Grande Tête De Diego)”, Alberto Giacometti

“Grande Tête Mince (Grande Tête De Diego)”, Alberto Giacometti, immagine via Artisera “Grande Tête Mince (Grande Tête De Diego)”, Alberto Giacometti, immagine via Artisera.

Queste due sculture sono opera di Alberto Giacometti e appartengono alla stessa serie. I rispettivi risultati d’asta sono molto vicini e posizionano entrambi i pezzi sul nono gradino del podio. “Grande tête mince”, detta anche “Grande Tête De Diego”, è un bronzo di 65 cm disegnato nel 1954 e scolpito un anno dopo. Il modello è nientemeno che il giovane fratello dell'artista, Diego, una ricorrente fonte di ispirazione per Giacometti. ““Grande Tête Mince (Grande Tête De Diego)”, numerata 6/6, viene venduta nel 2013 da Sotheby's per 50 milioni di dollari. La sua gemella, numerata 3/6, rimane comunque il lavoro più costoso, essendo stata battuta tre anni prima per per 53.2 milioni di dollari.

8. Leonessa Guennol, artista sconosciuto

Leonessa Guennol, artista sconosciuto, immagine © Sotheby's Leonessa Guennol, artista sconosciuto, immagine © Sotheby's

Questa sorprendente opera elamita, realizzata in magnesite o calcare cristallino, è stata creata quasi 5.000 anni fa, intorno al 2800 - 3000 a.C. La leonessa, scoperta a Baghdad (Iraq), sarebbe stata concepita allo stesso tempo dell'invenzione della ruota e rimane uno degli ultimi capolavori risalenti agli inizi della civiltà arrivati sino a noi. È Sotheby's che, nel 2007, ha il piacere di mettere all’asta la misteriosa scultura, che trova un acquirente per 57.1 milioni di dollari. Un evento senza precedenti che colloca per la prima volta il lavoro di un artista sconosciuto nella classifica dei record d'asta mondiali.

7. La musa addormentata, Constantin Brancusi

"La musa addormentata", Constantin Brancusi, immagine © Christie's "La musa addormentata", Constantin Brancusi, immagine © Christie's

Questa testa in bronzo patinato intarsiata con foglie d'oro è stata realizzata nel 1913 dallo scultore rumeno Constantin Brancusi. “La musa addormentata passa sotto” il martello di Christie's nel maggio 2017, dove viene venduta per 57.3 milioni di dollari. Questo bronzo è il primo di una serie di sculture a forma ovoidale prodotte da Brancusi, che si distingue dall'ascensione del movimento cubista, così come dai concetti di frammentazione e di deturpazione che lo accompagnano. Per questa serie, Brancusi si ispira all’uovo, una forma pura intrisa di "inimitabile poesia visiva". L'artista intraprende così un vero viaggio, modernizzando il proprio linguaggio plastico e distaccandosi dalle nozioni esplorate dai suoi contemporanei.

"Con questa forma, potrò spostare l'universo" - Constantin Brancusi

6. Balloon Dog (Orange), Jeff Koons

"Balloon Dog (Orange)", Jeff Koons, immagine © Christie's "Balloon Dog (Orange)", Jeff Koons, immagine © Christie's

Nel 2013, Christie's presenta Balloon Dog (Orange), una monumentale scultura in acciaio inossidabile lucidato di Jeff Koons. Il famoso cane proviene da una serie di cinque sculture di grandi dimensioni in diversi colori. Il lavoro viene acquisito da un collezionista privato per 58.4 milioni, diventando la scultura di un artista vivente più cara al mondo.

5. “Tête”, Amedeo Modigliani

"Tête", Amedeo Modigliani, immagine © Christie's "Tête", Amedeo Modigliani, immagine © Christie's

Questa scultura in pietra alta 73 cm occupa il quinto posto della top 10, dopo che l'asta di Christie’s del 2014 gli è valsa 70.7 milioni di dollari. La maggior parte dei lavori di Modigliani fa parte di collezioni museali, e come confermato dalla casa d'aste, questa scultura è l’unica ancora nelle mani di un collezionista privato. In “Tête” troviamo tutte le caratteristiche che rendono così uniche le creazioni dell'artista italiano: l’approccio scultoreo che ricorda i virtuosismi del Rinascimento italiano, l'esotismo delle maschere africane e i moai dell'Isola di Pasqua.

4. The Sophisticated Girl (Ritratto di Nancy Cunard)

The Sophisticated Girl (Nancy Cunard), immagine © Christie's The Sophisticated Girl (Nancy Cunard), immagine © Christie's

Torna Constantin Brancusi con la scultura che lo scorso maggio ha superato il record personale dell'artista diventando anche la quarta scultura più costosa del mondo. Quest'opera in bronzo lucidato risale al 1932 e trova un acquirente da Christie's per 71 milioni di dollari. La principale fonte d'ispirazione di Brancusi è la leggendaria Nancy Cunard, poetessa conosciuta come “La Gioconda degli anni ‘20”. Questo ritratto scultoreo non convenzionale presenta una moltitudine di contrasti: le linee rette si confondono con le curve, le superfici lisce volteggiano, mentre le forme curve si restringono improvvisamente. L'artista voleva catturare l'elegante personalità di Cunard senza ricorrere al linguaggio figurativo tradizionale.

3. Chariot, Alberto Giacometti

"Chariot", Alberto Giacometti, foto © Christie's "Chariot", Alberto Giacometti, foto © Christie's

Entriamo nella top 3 con Chariot, un'opera di 145 cm che va in vendita da Sotheby's nel 2014 e che la galleria Pierre Matisse di New York definisce come uno dei bronzi più importanti di Giacometti. L'artista ha spiegato che l'immagine del carro gli è venuta in sogno: si tratta di un'immagine automatica generata dal suo inconscio sulla base di un ricordo del 1938, quando l’artista si sta riprendendo da un incidente presso l'Ospedale Bichat. Una visione che ha dato alla luce la terza scultura più costosa della storia, venduta per 100.9 milioni di dollari.

2. The Walking Man I, Alberto Giacometti

"Man Walking I", Alberto Giacometti, immagine via Pinterest "Man Walking I", Alberto Giacometti, immagine via Pinterest

Eseguita nel 1961, The Walking Man I è considerata un'icona dell'arte moderna. Questa scultura in bronzo a grandezza naturale è stata battuta nel 2010 per 104.3 milioni di dollari, durante un’asta organizzata da Sotheby's, passando così nelle mani di Lily Safra, un filantropo brasiliano. La figura snella è catturata in pieno movimento e appare sia come un uomo umile sia come un potente simbolo dell'umanità. La statua è anche comparsa sulla banconota da 100 franchi svizzeri, il paese di origine dello scultore.

1. L'Homme au doigt, Alberto Giacometti

"L'Homme au doigt", Alberto Giacometti, immagine © Christie's "L'Homme au doigt", Alberto Giacometti, immagine © Christie's

L'artista svizzero, senza troppa sorpresa, occupa anche il primo posto in questa classifica. A maggio 2015, L'Homme au finger entra nella storia e, dopo un'offerta di 141.285.000 dollari da Christie's, frantuma il record dell'artista e diventa la scultura più costosa del mondo. Questo bronzo del 1947, di una serie di 6, rappresenta una figura umana che si erge orgogliosamente, domina lo spazio e costringe il pubblico, con il suo gesto di fiducia, a guardare lontano. La missione di Giacometti è reinventare l'idea stessa di scultura, rompere le convenzioni e trovare un modo molto personale per esprimere la sua visione della realtà.

"Nel 1945 ho giurato che non avrei lasciato che le mie figure diventassero più piccole, nemmeno di un centimetro. Ed ecco cosa è successo: ho mantenuto le loro dimensioni, ma hanno cominciato a diventare strette, alte... e sottili come un filo."

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