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Emigrata negli Stati Uniti alle soglie della Seconda guerra mondiale, Louise Bourgeois ha trasformato la nostalgia di casa in un’arte che ancora oggi esercita un grande potere sullo spettatore. E che, per giunta, vende a cifre astronomiche: nel 2015 uno dei suoi monumentali ragni - che simbolicamente rappresentano la madre - è stato venduto da Sotheby’s New York per 28 milioni di dollari.

Traumi e tappezzeria

Nata a Parigi il 25 dicembre del 1911 da una famiglia di restauratori di arazzi antichi - i genitori materni erano originari di Aubusson, una cittadina francese nota per la produzione di tappezzeria -, Louise Bourgeois viene introdotta dall’attività di famiglia al lavoro manuale.

La giovane dà un grande contributo all’azienda rielaborando e ricreando i motivi dei tessuti, spesso subentrando al designer quando questi è assente. Cresciuta dai genitori a pane, Illuminismo e idee progressiste (prende il nome dalla rivoluzionaria e anarchica francese Louise Michel), Louise studia matematica alla Sorbona dopo aver conseguito, nel 1932, il diploma di maturità al Lycée Fénelon.

Louise Bourgeois a New York nel 1946,. Immagine ©bourgeoisstudio.com Louise Bourgeois a New York nel 1946,. Immagine ©bourgeoisstudio.com

Louise non apprezzerà mai davvero questa materia, troppo teorica per permetterle di esteriorizzare la sua angoscia interiore - che in seguito attribuirà alla relazione del padre con una governante alle spalle della madre, morta nei primi anni '30. Decide quindi di iscriversi all'Ecole des Beaux Arts e all'Ecole du Louvre, dopo essersi fatta strada tra diverse accademie tra Montmartre e Montparnasse.

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A Parigi conosce Fernand Léger, André Loth e diversi altri esponenti di spicco del Surrealismo, che incontrerà di nuovo in America durante la guerra. Nel 1938 sposa lo storico dell'arte americano Robert Goldwater, conosciuto in una galleria, e la coppia si stabilisce sull'altra sponda dell'Atlantico, dove si trasferiranno anche l’artista Marcel Duchamp e l'architetto Le Corbusier, tra gli altri. Ed è in questo momento che la sua carriera artistica spicca il volo.

Terapia

Louise Bourgeois, "Femme-maison", 1947, immagine via Tumblr Louise Bourgeois, "Femme-maison", 1947, immagine via Tumblr

Nelle prime opere significative dopo i disegni, i dipinti e le incisioni degli anni parigini, Louise Bourgeois sviluppa un interesse per la figura della madre e lo spazio domestico inteso come luogo allo stesso tempo protettivo e umiliante. Da queste premesse nasce la serie delle “donne-casa” in cui le curve corporee accettano il dolore di sposare la rettitudine geometrica dell'architettura - un tentativo di curare se stessa dalla nostalgia di casa e dalla perdita della madre.

Louise Bourgeois, "Femme-maison", 1994, immagine via Tumblr Louise Bourgeois, "Femme-maison", 1994, immagine via Tumblr

Louise stessa ammetterà di aver sempre visto l'arte come una sorta di terapia tanto che, dopo la morte del padre negli anni '50, inizia un percorso di psicoanalisi lungo 30 anni, che eserciterà una profonda influenza sul suo lavoro.

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Alle sue “donne-casa” succedono i totem - sculture oblunghe e falliche con cui affronta i temi della dominazione e della fragilità da una prospettiva surrealista. Sessualità e genitali, sia maschili che femminili, abbondano nel mondo proteiforme che Louise costruisce ai margini della scena artistica americana, lavorando profusamente (realizza sculture, incisioni, dipinti, libri d'artista in tessuto, installazioni...) e raramente esibendosi in mostre personali.

Louise Bourgeois, "Quarantania", 1947-1953, immagine via TEFAF Louise Bourgeois, "Quarantania", 1947-1953, immagine via TEFAF

La consacrazione

Il suo lavoro diventerà ad ogni modo conosciuto e apprezzato dagli anni '70 in poi, quando la critica e il pubblico mostrano un vivo interesse per i legami con l'inconscio e la memoria che nutrono le sue opere, specialmente le installazioni altamente erotiche, oniriche e provocatorie nella cornice della causa femminista. Il MoMA di New York le dedica una prima retrospettiva nel 1982, e da allora in poi su di lei di riversano articoli di lode, mostre personali e riconoscimenti.

Louise Bourgeois, Senza titolo, 2007, immagine via Hauser Wirth Louise Bourgeois, Senza titolo, 2007, immagine via Hauser Wirth

Nel 1999 riceve un Leone d'oro alla Biennale di Venezia per la sua pratica artistica. Pratica che, negli anni '90, torna a focalizzarsi sulla figura materna, rappresentata sotto forma di ragni monumentali che fanno riferimento più al filo e al telaio dell’attività di famiglia che a qualsiasi interpretazione psicoanalitica. Queste madri-aracnidi sono oggi esposte a Parigi e al Château La Coste in Provenza ma anche a Bilbao, L'Avana, Ottawa, San Pietroburgo, Tokyo e Seoul.

Louise Bourgeois, "Mamma", immagine via Pinterest Louise Bourgeois, "Mamma", immagine via Pinterest

Nel 2008 è il turno del Centre Pompidou, che in collaborazione con la Tate Modern di Londra organizza una grande retrospettiva di oltre 200 disegni, incisioni, sculture, dipinti e altri oggetti di Louise Bourgeois. Quello stesso anno viene insignita della Legione d’onore dal presidente francese, in visita ufficiale negli Stati Uniti.

Libro di illustrazioni, Louise Bourgeois, immagine via Pinterest Libro di illustrazioni, Louise Bourgeois, immagine via Pinterest

Fino alla sua morte, avvenuta nel 2010 all'età di 98 anni, Louise Bourgeois non ha mai smesso di creare e ha prodotto diversi libri d’artista e di illustrazioni. È anche autrice di alcuni saggi sulla psicoanalisi. Perché, con le sue parole, “un artista mostra cose che le altre persone hanno il terrore di esprimere”.

Louise Bourgeois, foto si Annie Leibovitz, 1997, immagine via TheArtSlack Louise Bourgeois, foto di Annie Leibovitz, 1997, immagine via TheArtSlack

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