Pablo Picasso. Foto: Variety.com Pablo Picasso. Foto: Variety.com

Un nome che non solo evoca uno stile iconico e un marchio commerciale, ma che è anche sinonimo di un secolo afflitto dalle guerre mondiali e attraversato da diversi movimenti artistici.

Picasso, un artista visionario, diede il suo contributo ad ognuno di essi e gettò le basi del Cubismo, includendo nella sua arte questioni politiche in proporzioni senza precedenti. Le sue opere - sia mentre era in vita che dopo la sua morte - hanno raggiunto cifre raramente eguagliate.

Dettaglio di Fillette à la corbeille fleurie”, dipinto nel 1905. Photo: Christie’s. Dettaglio di "Fillette à la corbeille fleurie", dipinto nel 1905. Photo: Christie’s.

Stimato a 100 milioni di dollari, "Fillette à la corbeille fleurie" è stato battuto all’asta solo pochi giorni fa alla cifra di 115 milioni di dollari, ma non ha superato "Les Femmes d'Alger", che nel 2015 è diventato - anche se solo temporaneamente - il dipinto più costoso del mondo, dopo essere stato battuto per 179,36 milioni di dollari da Christie's. E anche se Leonardo da Vinci è tornato al primo posto nel 2017 con il suo Salvator Mundi (450,3 milioni di dollari), i numeri che Picasso, deceduto nel 1973, potrebbe raggiungere in posterità sono potenzialmente altissimi.

Les Femmes d'Alger, 1955. Immagine: Christie's. Les Femmes d'Alger, 1955. Immagine: Christie's.

Il blu e il rosa

Quando vendette “Fillette” ai collezionisti Leo e Gertrude Stein nel 1905, Pablo Picasso guadagnò 150 franchi. Il pittore si era da poco trasferito a Parigi e viveva nel quartiere di Bateau-Lavoir, dove al periodo blu era succeduto quello rosa. Aveva già ottenuto diversi riconoscimenti in Spagna, il suo paese d'origine, dove, seguendo le orme del padre che era un insegnante di pittura, aveva studiato alla Scuola di Belle Arti di Barcellona, poi a Llotja (design e arti applicate), e infine all’Accademia Reale di San Fernando di Madrid.

Dettaglio di "Femme assise”, 1902-03, Periodo Blu. Foto: The Detroit Museum of Art. Dettaglio di "Femme assise”, 1902-03, periodo Blu. Foto: The Detroit Museum of Art.

Nel 1895, la morte della sorella minore lo colpì profondamente, così come, sei anni dopo, il suicidio di un amico, il pittore catalano Carlos Casagemas. I due tragici eventi avrebbero avuto un'influenza duratura sulla sua pittura agli inizi del XX secolo.

Dettaglio di "Les deux frères", 1905-06, periodo rosa Foto: Kunstmuseum Basel. Dettaglio di "Les deux frères", 1905-06, periodo rosa Foto: Kunstmuseum Basel.

Sebbene rappresentò la Spagna all'Esposizione Universale di Parigi nel 1900, Picasso era ancora un artista squattrinato. Incontrare gli Steins, che sarebbero diventati suoi clienti abituali insieme al gallerista Ambroise Vollard, gli avrebbe offerto una maggiore indipendenza finanziaria e stimolato la sua forza creativa. Le “Demoiselles d'Avignon” sono uno dei dipinti più rappresentativi di questo periodo intermedio, segnato dal dolore e dalla scoperta delle arti africane - influenze che, sotto il pennello di Picasso, sono state fondanti per il Cubismo.

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Il potere del cubo

Insieme a Georges Braque, dal 1907 in poi Picasso produsse, al Bateau-Lavoir, numerosi dipinti che riducevano le persone e gli oggetti a semplici forme geometriche bidimensionali. Facendo un passo indietro rispetto alla realtà, la tecnica divenne un movimento. Pittori come Gris, Picabia, Delaunay, Brancusi e Gleizes seguirono il suo esempio: i leader del Cubismo avrebbero tenuto banco negli ambienti artistici ed intellettuali fino all'arrivo della prima guerra mondiale. Ritratti, nature morte, sculture e collage eclettici dimostrano la fertilità dell'ispirazione di Picasso durante questo intenso periodo "bidimensionale".

"Tre musicisti", dettaglio, 1921. Foto: pablopicasso.org "Tre musicisti", dettaglio, 1921. Foto: pablopicasso.org

Durante la Grande Guerra, in cui la Spagna non partecipò, l'artista lavorò alla creazione di scenografie e volantini per i balletti russi. In particolare, Jean Cocteau lo presentò a Serge Diaghilev con il quale divenne amico.

Nell'universo della danza fece anche conoscenza con il compositore Igor Stravinsky e con la ballerina Olga Khokhlova, che sarebbe diventata la prima moglie e con la quale ebbe un figlio, Paulo. Cocteau, Apollinaire e Max Jacobs fecero da testimoni quando la coppia si sposò nel 1918. L'influenza dei poeti surrealisti è visibile nei dipinti, nelle incisioni e nelle sculture di Picasso realizzate tra le due guerre. Lui stesso partecipò attivamente a numerose mostre surrealiste durante gli anni '20.

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Negli anni '30, il tema del Minotauro e delle scene di combattimenti di tori è preponderante, mentre nella sfera emotiva continuava a collezionare muse (tra cui Marie-Thérèse Walter e Dora Maar). Vennero organizzate una sua retrospettiva a Parigi e una in Svizzera, mentre la Guerra Civile spagnola si profilava all'orizzonte.

L’impegno politico

Attraverso Guernica, un'opera monumentale potentemente simbolica, prodotta dopo il bombardamento della Legione Condor nella città basca, Picasso assunse una posizione più radicale. Trasformò il suo pennello in un'arma politica, e l’esposizione del dipinto all'Esposizione Internazionale di Parigi nel 1937 fu un atto militante che ebbe un notevole peso alla vigilia della seconda guerra mondiale.

Simpatizzante del Partito Comunista, alla fine degli anni '40 Pablo scelse con decisione da che parte stare: quella della pace, con le colombe che abbellivano il suo lavoro, sia pittoricamente che geneticamente, attraverso la nascita di sua figlia Paloma (spagnolo per "Colomba"), nata nel 1949 dalla relazione con Françoise Gillot.

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Gli anni '50 inaugurarono il suo cosiddetto periodo Vallauris, durante il quale scoprì una tecnica ispirata al vetro colorato che prevedeva l'utilizzo di frammenti di vetro - e dipinse capolavori come Las Meninas, una serie di 58 dipinti che rende omaggio a Diego Velasquez. Avrebbe anche sposato Jacqueline Roque, sua ultima moglie e musa ispiratrice.

Picasso, al culmine della sua arte e della sua gloria, venne esposto in gallerie e musei in tutto il mondo. Quando morì l'8 aprile 1973, aveva firmato circa 50.000 opere (tra cui dipinti, disegni, sculture, ceramiche, arazzi e incisioni). Il suo patrimonio, lasciato ai suoi quattro figli, ammontava a 700 milioni di euro.

Ma se vogliamo avvicinarci alla verità, "inestimabile" è la parola migliore.

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