David Hockney, “Portrait of an Artist ( Pool with Two Figures)”, acrilico su tela, 1972. Immagine © David Hockney via Christie's. David Hockney, “Portrait of an Artist ( Pool with Two Figures)”, acrilico su tela, 1972. Immagine © David Hockney via Christie's.

David Hockney, uno degli artisti inglesi più importanti del nostro secolo, si innamorò di Los Angeles nel 1964, a 25 anni. In quel primo viaggio nella città che sarebbe diventata la sua casa nacque anche la sua fascinazione per le piscine. Un lusso in Inghilterra, la normalità in una casa californiana: la piscina lo avrebbe ossessionato per molto tempo a venire.

Dipinto dopo dipinto, questo soggetto sarebbe diventato lo spazio protetto in cui Hockney poteva esplorare liberamente i temi della nudità maschile, della sessualità e dell'identità. A livello pittorico, poi, dava del filo da torcere: “Rappresentare e descrivere l’acqua è un problema formale, perché può essere qualsiasi cosa”, ha affermato Hockney. “[Dipingere piscine] implica rappresentare la superficie, lo strato sottile, la scintillante bidimensionalità dell’acqua”.

Foto preparatoria per “Portrait of an Artist ( Pool with Two Figures)”, Le Nid-Du-Duc, 1972. Immagine © David Hockney. Foto preparatoria per “Portrait of an Artist ( Pool with Two Figures)”, Le Nid-Du-Duc, 1972. Immagine © David Hockney.

Nel 1964 ebbe così inizio una serie di lunghi esperimenti per rappresentare l’acqua con tecniche, supporti e colori diversi: una fascinazione così profonda da diventare il soggetto della maggior parte dei suoi lavori per oltre vent’anni, tanto che avrebbe dipinto il fondo della sua piscina con le stesse increspature che l’avevano reso famoso.

Negli anni '60 e '70, dopo essersi stabilmente trasferito a Los Angeles, Hockney continuò a dipingere piscine accostandole all'esplorazione dell'omosessualità. Una ricerca artistica documentata dal lungometraggio "A Bigger Splash" del 1974 e culminata in "Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)”, secondo molti l'opera più rappresentativa della sua carriera.

Per completare il quadro, Hockney ha lavorato 18 ore al giorno per due settimane. Immagine: Still del film "A Bigger Splash". Foto: Jack Hazan/Buzzy Enterprises Ltd. Immagine via Christie's, © David Hockney Per completare il quadro, Hockney ha lavorato 18 ore al giorno per due settimane. Immagine: Still del film "A Bigger Splash". Foto: Jack Hazan/Buzzy Enterprises Ltd. Immagine via Christie's, © David Hockney

Lo scorso anno, la retrospettiva a lui dedicata alla Tate Modern ha registrato un record di visitatori (oltre mezzo milione). Nel 2018, le piscine di Hockney potrebbero valergli un altro record: se, infatti, “Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)” dovesse raggiungere la stima fissata da Christie’s a 80 milioni di dollari, diventerebbe l’opera più cara di un artista vivente mai battuta all’asta, scalzando dal podio per quasi un ⅓ del suo valore “Balloon Dog” di Jeff Koons, venduto sempre da Christie’s nel 2013 per 58.4 milioni di dollari.

Se così fosse, dato il suo famigerato carattere, Jeff Koons non la prenderebbe benissimo...

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