Non è raro che alcuni capolavori della storia dell'arte ritenuti persi o sconosciuti vengano ritrovati negli angoli di uno scantinato, nelle scatole polverose di un attico, nei contenitori di un garage o negli archivi di un museo: Barnebys ha raccolto i retroscena dei ritrovamenti più chiacchierati degli ultimi anni.

10. Caravaggio, "Giuditta e Oloferne", 1600-10 circa

Caravaggio, Giuditta e Oloferne (1600-10 circa) Caravaggio, Giuditta e Oloferne (1600-10 circa)

Questa tela, raffigurante l’episodio biblico della decapitazione del generale assiro Oloferne da parte della vedova ebrea Giuditta, è stata rinvenuta nel 2014 nell’intercapedine di una casa nei pressi di Tolosa. Sin dai primi momenti, i i valutatori a cui i proprietari si sono affidati hanno compreso di trovarsi davanti a un’opera dal valore storico inestimabile.

Le istituzioni francesi hanno dato il via a una prima ricerca di sei mesi sulla base delle poche informazioni in loro possesso. Si sapeva che Michelangelo Merisi aveva dipinto due copie di “Giuditta e Oloferne”: la prima, realizzata tra il 1599 e il 1602, è esposta alla Galleria nazionale d’arte antica di Roma mentre della seconda, che si credeva perduta, esiste una copia realizzata nel 1607 dal pittore fiammingo Louis Finson. Tutti gli indizi portavano a credere che la tela rinvenuta in Francia fosse proprio quella seconda versione.

Ad autenticare l’opera come caravaggesca è stato l’esperto d’arte Eric Turquin, che è però osteggiato da molti valutatori scettici. Tra questi c'è Jonathan Jones, il quale sostiene che il quadro sia privo “dell’intensità psicologica” tipica del maestro italiano. La questione, insomma, è ancora aperta e non sembra destinata a concludersi in tempi brevi. Per decreto del governo francese, l’opera non può circolare fuori dalla Francia fino alla fine di quest’anno: nel caso in cui venisse autenticata con certezza, i musei internazionali faranno di tutto per mettere le mani sulla tela.

9. Eugène Atget, fotografie di Parigi

Un ricco portfolio di immagini scattate da Eugène Atget, uno dei padri fondatori della fotografia moderna, è stato dato per perso per decenni fino al suo casuale ritrovamento negli archivi dell’artista André Derain. I 21 scatti ritrovati, datati 1896, sono stati messi all’asta nel 2016 e venduti per un totale di 830.000 euro.

Nato nel 1857, Atget si avvicinò alla fotografia nel 1890 e da quel momento documentò incessantemente l’architettura delle strade di Parigi, dai pomelli delle porte ai monumenti, dalle serrande dei negozi ai passanti.

8. Jackson Pollock, “Untitled Gouache”, fine anni ‘50-inizio anni ‘60

Jackson Pollock, “Untitled Gouache” (fine anni ‘50-inizio anni ‘60) Foto: Creators Vice Jackson Pollock, “Untitled Gouache” (fine anni ‘50-inizio anni ‘60) Foto: Creators Vice

È il dicembre del 2015  e a Sun City, Arizona, un uomo sta aiutando il vicino a traslocare, quando tra le cianfrusaglie del garage scorge un poster dei Los Angeles Lakers firmato da Kobe Bryant. Gli esperti della case d'aste J. Levine Auction & Appraisal, contattati per una stima, si rendono subito conto che il cimelio è uno degli oggetti di minor rilievo quando, nello stesso garage, si imbattono in un dipinto che sembra essere opera di Jackson Pollock e in una serie di lavori di Field Kenneth Noland, Jules Olitski e Cora Kelley Ward.

Il proprietario della casa aveva ricevuto le opere in eredità dalla sua sorellastra Jennifer Gordon Cosgriff, una donna ben inserita nel circolo artistico di New York. Gli investigatori privati assunti per indagare sui lavori hanno determinato che Cosgriff era stata amica del critico d'arte moderna Clement Greenberg e dell’artista Hazel Guggenheim McKinley, sorella di Peggy Guggenheim.

Il dipinto di Jackson Pollock è stato stimato tra i 9 e i 13 milioni di euro. Grazie a una costosa ricerca guidata da Josh Levine, proprietario e CEO di J. Levine Auction & Appraisal, la provenienza, datazione e autenticità del quadro sono state ricostruite nel dettaglio. L’opera è stata messa all'asta il 17 giugno 2017: ci si aspettava che le offerte partissero dai 4 milioni di dollari, ma a causa di alcune problematiche imprecisate la vendita è stata rimandata a data da destinarsi.

7. Marie Krøyer, raccolta di opere e disegni

Marie Krøyer, “Back Turned Female Model”. Foto: Bruun Rasmussen Marie Krøyer, “Back Turned Female Model”. Foto: Bruun Rasmussen

Circa vent’anni fa venne ritrovata nella soffitta di una casa di Dalarna, Svezia, una collezione di 60 dipinti firmati dall'artista danese Marie Krøyer. Il fortuito ritrovamento ha permesso di ampliare il corpus delle opere dell'artista, che all'epoca era composto soltanto da venti lavori tra disegni e dipinti. Gli studi sul ritrovamento, analizzato dall’esperto Tonni Arnold, sono raccolti nel libro “L’arte di Marie Krøyer” del 2002.

La promettente Krøyer (1867-1940) aveva abbandonato molto presto la pittura per dedicarsi alle cure del marito, il pittore Peder Severin Krøyer, di cui fu anche la principale modella e fonte d'ispirazione. In seguito alla fine della relazione, la donna abbandonò il paese alla volta della Svezia, dove divenne musa e sposa del compositore Hugo Alfvén.

6. John William Godward, "Julia", 1914

John William Godward, “Julia”, 1914. Foto: Sotheby’s John William Godward, “Julia”, 1914. Foto: Sotheby’s

L’olio su tela “Julia” costituisce un importante tassello nel corpus del pittore vittoriano John William Godward. Molto probabilmente, la prima proprietaria del dipinto era Julia Sophia Winkelmeyer Straub, figlia del fondatore dell’omonimo birrifico di St. Louis. L’opera è stata tramandata di erede in erede fino al 2017, quando ha fatto la sua prima apparizione in pubblico ed è stata battuta all’asta per 965.000 euro.

5. Vincent van Gogh, "Tramonto a Montmajour", 1888

Vincent van Gogh, “Tramonto a Montmajour”, 1888 Vincent van Gogh, “Tramonto a Montmajour”, 1888

Questo paesaggio di Vincent Van Gogh è rimasto nascosto nella soffitta di una casa norvegese fino al 2013, anno in cui è stato scoperto e autenticato dal Van Gogh Museum in seguito a uno studio durato due anni. L’opera risale al periodo più prolifico di van Gogh, quando nella sua casa di Arles creò capolavori come “La casa gialla” e “I girasoli”. Secondo l’International Business Time l’opera, la prima dell'artista a essere scoperta dal 1928, vale 44 milioni di euro.

4. Raden Saleh, "Wild Bull Hunting (Bateng)", 1855

Raden Saleh, “Wild Bull Hunting (Bateng)”, 1855. Foto: The Jakarta Post Raden Saleh, “Wild Bull Hunting (Bateng)”, 1855. Foto: The Jakarta Post

Il dipinto “Wild Bull Hunting (Bateng)” di Raden Saleh, pittore indonesiano vissuto nel XIX secolo, è rimasto per molti anni nella cantina di una casa della cittadina francese di Auray. Riscoperto soltanto nel 2018, è stato venduto dalla casa d’aste Vannes per 6.3 milioni di euro, stabilendo il record personale dell'artista. La scena di caccia, risalente al 1855, è stata acquisita da un collezionista anonimo di Giacarta.

3. Rembrandt Harmenszoon van Rijn, "Il paziente incosciente (Allegoria del senso dell'olfatto)", 1624 circa.

3. Rembrandt Harmensz. van Rijn, The Unconscious Patient (An Allegory of the Sense of Smell), 1964 circa. Foto: The Getty Rembrandt, "Il paziente incosciente (Allegoria del senso dell'olfatto), 1694 circa. Foto: The Getty

Realizzato da Rembrandt in adolescenza, questo dipinto del 1624 fa parte di una serie di quadri dedicati ai cinque sensi (ad oggi, l'opera d'arte che rappresenta il "gusto" è ancora mancante).

Il lavoro allegorico, che ritrae un giovane incosciente rianimato con dei sali, è rimasto per anni in uno scantinato del New Jersey. Messo all'asta dall'ignaro properietario, è stato stimato tra i 500 e gli 800 dollari: nella vendita organizzata da Nye and Company, però, i mercanti d’arte Bertrand Talabardon e Bertrand Gautier l’hanno correttamente identificato come una delle prime opere dell’artista olandese e non hanno esitato ad offrire quasi 800.000 euro. Il Rembrandt ritrovato, poi acquisito dal miliardario americano Thomas S. Kaplan per una cifra che si aggira tra i 2.5 e i 3.5 milioni di euro, è stato esposto nel 2016 al TEFAF di Maastricht.

2. Artemisia Gentileschi, Lucrezia (1630-45 circa)

Artemisia Gentileschi, “Lucrezia”, 1630-45 circa. Foto: Dorotheum Artemisia Gentileschi, “Lucrezia”, 1630-45 circa. Foto: Dorotheum

Questo capolavoro riscoperto della pittrice barocca Artemisia Gentileschi è stato venduto nell'ottobre 2018 per 1.6 milioni di euro, raddoppiando la stima iniziale. L’opera ha fatto parte di una collezione privata dalla metà del XIX secolo ed è stata presentata per la prima volta al pubblico solo pochi mesi fa.

Gentileschi è nota per aver sfidato i canoni patriarcali del suo tempo, dipingendo le donne più forti ed eroiche della mitologia antica e cristiana. L'abuso sessuale subito in gioventù e la fatica ad emergere come artista in un ambiente dominato dagli uomini sono gli argomenti centrali del suo corpus, sempre caratterizzato da elementi autobiografici.

1. Leonardo da Vinci, Salvator Mundi (1500 circa)

Il dipinto "Salvator Mundi" fece la sua comparsa nel mondo delle aste nel 2005, quando fu acquistato per meno di 9.000 euro da un consorzio di mercanti d'arte. L’opera aveva subito un restauro molto invasivo e sembrava una copia: il consorzio, certo che fosse da attribuire al maestro rinascimentale, passò gli anni successivi a restaurarla e autenticarla.

Nel maggio 2013, il mercante svizzero Yves Bouvier l'ha acquistata per poco più di 66 milioni di euro per poi rivenderla al collezionista russo Dmitry Rybolovlev per più del doppio. Esposto a Hong Kong, Londra, San Francisco e New York, il Salvator Mundi è stato nuovamente venduto nel 2017 da Christie's New York e ad oggi, con i suoi per 395 milioni di euro, è l'opera d'arte più costosa di sempre.

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