"Tutto il mio lavoro viene concepito a Mont-roig." Joan Miró

SInistra: Joan Miró nel 1907. Immagine: © Fundació Joan Miró Destra: Joan Miró, "La masia" (1920 – 1922). National Gallery of Art de Washington DC Sinistra: Joan Miró nel 1907. Immagine: © Fundació Joan Miró
Destra: Joan Miró, "La masia" (1920 – 1922). © National Gallery of Art de Washington DC

Joan Miró prende la decisione di diventare un pittore mentre si sta riprendendo dalla febbre tifoide in una fattoria situata nella piccola città di Mont-Roig del Camp, vicino a Tarragona.

Le opere di Miró avrebbero presto incluso i paesaggi attorno alla casa di famiglia. Uno dei suoi primi lavori più noti raffigura proprio questa casa: si tratta di  “La masia”, realizzato tra il 1920 e il 1922.

Sinistra: Joan Miró, "Deux personnages fantastiques". La Défense, Parigi. Immagine: ©Mary Ann Sullivan Destra: Joan Miró. "Donna e uccello", scultura. Parco di Joan Miró, Barcellona. Sinistra: Joan Miró, "Deux personnages fantastiques". La Défense, Parigi. Immagine: © Mary Ann Sullivan
Destra: Joan Miró. "Donna e uccello", scultura. Parco di Joan Miró, Barcellona.

Joan Miró avrebbe affermato che quel lavoro è "un riassunto della mia vita in campagna”. Oggi “La masia” è appeso ad una delle pareti della National Gallery of Art di Washington DC. La casa che vi è raffigurata è diventata la Fundació Mas Miró, che aprirà le sue porte il 20 aprile 2018.

All'inizio degli anni ‘20, Miró si ispira a Pablo Picasso e al Cubismo e, grazie ai numerosi soggiorni a Parigi, sviluppa uno stile surreale. Tra i Trenta e i Quaranta sperimenta tecniche di collage e incorpora nei suoi quadri materiali diversi. Questa incessante ricerca lo porterà a lavorare con la ceramica, materiale con cui avrebbe realizzato circa 230 opere.

Joan Miró, La Luna. Murale s per la sede dell'UNESCO a Parigi (1958) Joan Miró, "La luna". Murales per la sede dell'UNESCO a Parigi (1958)

Alla fine degli anni Cinquanta, Miró si trasferisce a Maiorca. Ogni nuova casa, ogni nuovo paesaggio, ogni nuovo laboratorio aiuta l'artista catalano a cambiare stile e ad elaborare nuove tecniche, fino a renderlo uno degli artisti più importanti del XX secolo. È proprio a Maiorca che concepisce due murales in ceramica per la sede dell'UNESCO di Parigi.

Uno, intitolato “La luna”, misura 220 x 750 cm. L'altro, intitolato “Il Sole”, misura 220 x 1500 cm ed è realizzato con ben 585 piastrelle in ceramica. Nel 1958, l’opera vincerà il Premio biennale della Fondazione Guggenheim.

Joan Miró: l'uomo degli arazzi

Joan Miró, Arazzo di Tarragona. Immagine: Planeta Dunia Joan Miró, Arazzo di Tarragona. Immagine: © Planeta Dunia

La vigilia di capodanno del 1966, la figlia di Joan Miró, Maria Dolors Miró, viene investita da un treno nel passaggio a livello di Mont-Roig del Camp. Un giovane medico, il Dottor Rafael Orozco, cura l'unica figlia del pittore e gli chiede in cambio di dipingere un quadro per l'Ospedale della Croce Rossa di Tarragona.

Il dipinto diventa il seme di un'importante opera: un arazzo di grandi dimensioni intitolato “Arazzo di Tarragona”, presentato nel mese di settembre del 1970 nella Sala Gaspar di Barcellona. L’“Arazzo di Tarragona”, attualmente esposto nel Museo di Arte Moderna di Tarragona, segna l'inizio della collaborazione tra Joan Miró e Josep Royo.

Joan Miró, Modello dell'arazzo del World Trade Center (1974). Immagine: Fundació Joan Miró Joan Miró, Modello dell'arazzo del World Trade Center (1974). Immagine: Fundació Joan Miró

Dalla collaborazione tra i due artisti nasceranno quattro arazzi. Quello con la storia più triste è stato creato nel 1974 ed era intitolato il "Grande arazzo". Misurava 66 metri quadri, pesava quattro tonnellate ed era stato realizzato in lana, canapa e corda per decorare l’ingresso del World Trade Center di New York.

L’arazzo è purtroppo scomparso sotto le macerie dell’attentato alle Torri Gemelle del 2001. Il modello preparatorio, un olio su tela, è oggi esposto alla Fundació Joan Miró di Barcellona.

La pittura di Joan Miró

In occasione del 125esimo anniversario della nascita Joan Miró, abbiamo selezionato alcuni dei suoi lavori più importanti.

“Étoile bleue” è un grande dipinto dalla straordinaria potenza visiva e viene considerato l'opera chiave della serie intitolata "Sogni". Esposta per la prima volta al Solomon R. Guggenheim Museum di New York nel 1971, l’opera rappresenta l’incontro, in un luminoso sfondo blu, di figure umane e segni cosmici. “Étoile bleue” è stata venduta da Sotheby's London nel 2012 per 23.6 milioni di sterline.

La serie intitolata “Peinture” è stata realizzata negli anni '30 ed è composta da un totale di 18 dipinti di grandi dimensioni, in cui delle forme biomorfe fluttuano all'interno di uno spazio apparentemente illimitato. In questo periodo, Miró vuole rompere le regole della pittura e  crea una serie di collage sovversivi ed enigmatici.

“Aidez l'Espagne” è un dipinto nato per essere riprodotto su un francobollo. L’obiettivo era quello di raccogliere fondi per la causa repubblicana, in una Spagna dilaniata dalla guerra civile. Il lavoro raffigura un contadino catalano con il pugno destro alzato.

In basso, si legge: "In questa lotta, vedo da un lato le forze obsolete del fascismo, dall'altro persone con immense risorse creative che daranno alla Spagna una scossa che lascerà il mondo senza parole". Il francobollo era un'esortazione ai governi dei paesi vicini ad aiutare il governo della Repubblica spagnola.

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