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Le anti-macchine

Jean Tinguely nacque a Friburgo nel 1925, ma poco dopo la sua famiglia si trasferì a Basilea, in Svizzera, dove l’artista progettò le sue prime macchine giocando nei boschi. Una volta adolescente iniziò a studiare come decoratore presso la Scuola di Arti Applicate di Basilea, dove incontrò il suo primo amore, Eva Aeppli. È in questo periodo che Tinguely realizzò le sue prime sculture in metallo (come Stabilé II, 1948). Già allora, l'influenza di Calder, Kandinsky e Malevich era lampante.

Nel 1952, la coppia si trasferì a Parigi. Alla prima esposizione di Tinguely, che si tenne nel 1954 presso la Arnaud Gallery, ne seguirono altre a Milano e Stoccolma. Nel 1955 i due affittarono un grande studio situato ad Impasse Ronsin, una zona della ville lumière molto frequentata dagli artisti del tempo dove avrebbe progettato le sue prime macchine, assemblando oggetti quotidiani e dando loro una vita “meccanica”. A differenza delle macchine di Leonardo da Vinci, però, quelle di Tinguely sono consapevolmente inutili: rumorose, incontrollabili e dedite esclusivamente a un movimento insensato.

Il grande movimento

Jean Tinguely, 'Trüffelsau (Lugis Wildsau, La Hure II)', 1984. Foto: artcritical Jean Tinguely, 'Trüffelsau (Lugis Wildsau, La Hure II)', 1984. Foto: artcritical

Nel 1955 Tinguely partecipò insieme a Calder, Duchamp e Vasarely alla prima mostra sull'arte cinetica, che si tenne negli spazi della Galerie Denise René. Nel 1959, inaugurò la serie Meta-Matics: sculture meccaniche che disegnavano da sole e funzionavano a benzina. Molti di questi modelli vennero esposti alla galleria di Iris Clert, e una versione monumentale fece scandalo durante la prima Biennale di Parigi.

A cavallo tra i ‘50 e i ‘60, Tinguely iniziò a fare visite frequenti all’artista Niki de Saint-Phalle, che sarebbe presto diventata sua compagna. Contemporaneamente, avrebbe firmato insieme a Daniel Spoerri, Yves Klein e Pierre Restany il manifesto del Nouveaux Réalisme, un movimento dalla vita decisamente breve. Dal 1960 in poi, le sue creazioni presero una piega sempre più autodistruttiva, tanto che nei giardini del MoMA di New York fece installare una scultura composta da rifiuti destinata a disintegrarsi.

Jean Tinguely, "Metameccaniche", Museo Tinguely, Basilea. Jean Tinguely, "Metameccaniche", Museo Tinguely, Basilea.

Tornato dagli Stati Uniti, diede il via ad una nuova fase creativa. Le macchine si fecero sempre più rumorose, metalliche, e autodistruttive, come Étude pour une fin du monde n. 1 (1961) e n. 2 (1962). A queste serie seguirono Baluba in zoomorphic drums (1962) e le prime sculture nere (Heureka, 1964).

A poco a poco, l'umorismo delle prime opere lasciò il posto a un sarcasmo senza speranze, e il movimento insensato e senza scopo delle sculture diventò un'eco di vanità e futilità. Le opere si fecero ancora più mastodontiche, soprattutto nella sua immaginazione: è di questi anni il progetto Lunatour, che se realizzato avrebbe misurato 110 metri. Ogni installazione richiedeva giorni  e giorni di montaggio e tonnellate di materiale, proprio come in un vero cantiere.

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Nel 1970, Tinguely installò in un terreno a sud di Parigi una testa di un ciclope alta 22 metri sulla quale i visitatori potevano passeggiare. Nel 1977, durante l'inaugurazione del Centre Pompidou presentò il famoso “Crocrodrome” di Parigi. Nel 1978, disegnò le sue prime Méta-Harmonies, macchine che non producevano musica o rumore, ma suoni. Dal 1979 partecipò anche alla creazione del famoso Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint-Phalle in Toscana.

Danza della morte

Tinguely a Parigi. Tinguely a Parigi.

Le strutture degli anni '80 presero una piega sempre più cupa e sinistra e arrivarono a incorporare anche ossa di animali. Nel 1987 progettò il Grosse Méta-Maxi-Maxi-Utopia per una grande retrospettiva a lui dedicata a Palazzo Grassi a Venezia. La serie macabra Mengele-Danse (1985) avrebbe completato questo oscuro ciclo. Lo spirito di morte sarebbe poi riapparso nell'iniziativa dell'Istituto Torpedo, costruito a Friburgo nel 1988 e ora chiuso al pubblico. Malato da tempo, Tinguely morì nel 1991.

Museo Tinguely, Basilea. Museo Tinguely, Basilea.

Sono molte le sue opere apprezzate e ricercate dai collezionisti. Nel 2014, Swiss made clock (1955) venne venduto per 457.500 euro da Christie's a Parigi. La serie Meta-Malevitch, anch’essa molto popolare, è stata recentemente battuta per la stessa fascia di prezzo. Ma sono molti i lotti disponibili a qualche decina di migliaia di euro: scoprili tutti su Barnebys.

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