I gatti di Ai Weiwei

Aiweiwei posa con uno dei suoi gatti. Immagine ©matthewniederhauser Immagine ©matthewniederhauser

L’amore dell’artista e attivista Ai Weiwei per i gatti è così risaputo che esiste persino un Tumblr a loro dedicato, Cats of Ai Weiwei. Nel suo studio di Beijing ne ha infatti una quarantina, ognuno dei quali è stato strappato alla strada. I gatti sono un elemento così importante nella vita dell'artista che nel documentario “Ai Weiwei: Never Sorry” (2012) ha affermato: Tra questi 40 gatti, ce n’è uno che sa aprire le porte. Se non avessi incontrato questo gatto capace di aprire le porte, non avrei pensato che i gatti potessero farlo. È questa la differenza principale tra i gatti e gli esseri umani: un gatto che è in grado aprire una porta non la chiuderà mai dietro di sé.

Babou, il gattopardo di Salvador Dalí

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Eccentrico com’era, Dalí non poteva di certo avere un cane o un gatto. Il suo animale domestico era infatti un gattopardo di nome Babou, presumibilmente regalatogli negli anni ‘60 dal presidente colombiano del tempo. L’artista portava spesso l’animale (oggi in pericolo di estinzione) a passeggio, con un guinzaglio.

Uno degli aneddoti più famosi a riguardo racconta che Dalí portò Babou in un ristorante di Manhattan e lo legò alla gamba del tavolo, scatenando il panico di una donna. Per calmarla, l’artista le disse che si trattava di un semplice gatto dipinto con un pattern di Op Art.

Lump, il bassotto di Pablo Picasso

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Il bassotto più famoso nella storia dell'arte è Lump, l'animale da compagnia di Pablo Picasso. Questa razza è particolarmente nota per la sua ostinazione - tanto che non fu Picasso a scegliere Lump, ma il contrario.

Si dice infatti che, un giorno di primavera del 1957, il fotografo David Douglas Duncan andò a visitare con il suo bassotto Lump la Villa La Californie a Cannes, una tenuta dell’artista. Il bassotto, a quanto pare, trovò in La Californie il suo locus amoenus, tanto che decise di farne la sua nuova casa. Quello stesso giorno Picasso lo dipinse per la prima volta su un piatto: l’avrebbe immortalato altre 40 volte.

Andy Warhol: una ventina di gatti, ma soprattutto Archie

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Nella scena artistica newyorkese degli anni '70, Andy Warhol (1928-1987) venne persuaso dal suo amante e designer Jed Johnson a comprare un cane, nonostante vivesse già con una ventina di gatti.

Warhol si affezionò così tanto ad Archie (questo il nome del bassotto) da rifiutare un lavoro a Londra pur di non metterlo in quarantena. Come avrebbe dichiarato il produttore Vincent Fremont: [Al ristorante] Archie era sempre in grembo ad Andy: mangiava il cibo che gli veniva dato accuratamente nascosto sotto il suo tovagliolo. Warhol avrebbe anche usato Archie come suo alter ego: era a lui che girava le domande dei giornalisti a cui non voleva rispondere.

Gli animali di Frida Kahlo

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La pittrice messicana Frida Kahlo si circondò di una grande varietà di animali: numerosi cani e uccelli, un cervo e due scimmie ragno di nome Fulang Chang e Caimito de Guayabal. Queste ultime diedero all'artista consolazione e forza dopo il divorzio con il pittore Diego Rivera nel 1939.

In totale, le opere dell’artista in cui compaiono i suoi animali sono 55: particolarmente noti sono gli autoritratti con le scimmie, ma il suo animale domestico preferito erano i cani senza pelo della razza messicana xoloitzcuintle. Gli xoloitzcuintles sono i soggetti di "Autoritratto con Changuito" del 1945 , "Diego e il signor Xolotl" del 1949, "Still life" del 1951 e molti altri.

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