Qualche giorno fa, Sotheby’s Londra ha scritto un altro pezzo della storia delle aste (e del femminismo). Dopo una concitata gara tra ben otto offerenti, il dipinto “Propped” di Jenny Saville è stato battuto dal banditore per 12,4 milioni di dollari: un nuovo sorprendente record che conferisce a Jenny Saville il primo gradino del podio tra le opere di un’artista donna vivente più care al mondo.

Jenny Saville, "Propped", olio su tela, 1992. Courtesy of Sotheby's Jenny Saville, "Propped", olio su tela, 1992. Courtesy of Sotheby's

Il dipinto proviene dalla collezione di David Teiger, collezionista, mecenate e storico direttore del Museum of Modern Art di New York deceduto nel 2014. “Propped”, dipinto nel 1992, venne acquistato da Tieger insieme a moltissime altre opere di Saville e prese parte alla provocatoria mostra “Sensation: Young British Artists" tenutasi nel 1997 alla Saatchi Gallery.

"Sensation è stata la mostra più provocatoria e innovativa dell'arte contemporanea che la Gran Bretagna abbia mai visto. In quell’occasione, Propped è stato affiancato a opere di Damien Hirst, Tracey Emin e Chris Ofili e si è distinto come uno dei lavori più importanti del nostro tempo. Incorporando tutta la brillante sfida pittorica che caratterizza il lavoro di Saville, Propped è il dipinto più importante dell'artista ad essere mai stato messo all'asta", ha affermato Alex Branczik, Capo del Dipartimento di Arte Contemporanea in Europa di Sotheby’s.

Courtesy of Sotheby's. Image Courtesy of Sotheby's.

Come nel caso di “Propped”, tutte le prime opere della pittrice britannica hanno come soggetto l’artista stessa, che nel corso della sua carriera ha dipinto quasi esclusivamente soggetti femminili. Con la sua ricerca, Jenny Saville ha messo in dubbio i rigidi canoni di bellezza della società contemporanea, scrivendo una nuova, fondamentale pagina del nudo nell’arte e sovvertendo una tradizione dominata da uomini come Rubens, Rembrandt, Willem de Kooning e Lucian Freud.

L’artista è stata adolescente negli anni '80, quando le regole su come dovesse essere un corpo femminile "bello" erano molto rigide e seguite: per questo, la figura di “Propped” si stringe la carne, seduta su uno scomodo sgabello non adatto alla sua corporatura, nel vano tentativo di rientrare nei confini del ruolo prescrittole dalla società patriarcale.

Image Courtesy of Sotheby's. Image Courtesy of Sotheby's.

Propped raffigura Saville stessa intenta ad osservare il suo riflesso in uno specchio annebbiato, e include una citazione della femminista francese Luce Irigaray che recita: "Se continuiamo a parlare allo stesso modo - parlando come gli uomini hanno parlato per secoli, saremo una delusione l’uno per l’altro. Ancora una volta le parole passeranno attraverso i nostri corpi, sopra le nostre teste - scompariranno, ci faranno sparire...". La scritta è invertita, rivolta verso la figura dipinta, e quindi illeggibile per uno spettatore. A meno che, come avvenne durante una mostra nel 1992, non vi si metta di fronte uno specchio.

Quella di Jenny Saville è una vittoria per tutte le donne: sull’ondata del movimento #MeToo, anche il mondo dell’arte e il mercato delle aste stanno, finalmente, assottigliando la disparità di genere.

Leggi anche: Gender Gap: il ruolo delle donne nel mondo dell’arte

Commento