L’appuntamento con l’asta 41 di Martini Arte dedicata all’arte Moderna e Contemporanea è il 16 e 17 ottobre alle ore 18:00: sfogliando il catalogo, balza subito all’occhio la grande varietà e l’alta qualità delle opere, ma anche un range di stime molto vario. I primi nomi che compaiono nel catalogo sono Agostino Bonalumi (a cui è stata recentemente dedicata un’ampia retrospettiva a Palazzo Reale), Alberto Burri (suo il lotto 10, acquaforte e acquatinta su lastra di bronzo e rame del 1965), Lucio Fontana (presenti in catalogo tre suoi bozzetti) e Alik Cavaliere (lotto 43).

La prima opera su cui ci soffermiamo è un olio su tela di Antonio Sanfilippo (1923-1980). Il dipinto risale al 1953, sei anni dopo la formazione del gruppo “Forma 1” con cui, insieme ad Accardi, Attardi, Consagra, Dorazio, Maugeri e Turcato, Sanfilippo promuove l’arte astratta. Dopo questa esperienza, a partire del 1950 il pittore trova e consolida la sua pratica, concentrandosi in particolare sul segno e sul colore. Il lotto all’asta da Martini è valutato tra i 20 e i 30.000 euro.

Di qualche anno dopo (1958) è il lotto 46, di Bice Lazzari (1900-1981). L’opera, una tecnica mista su masonite con una stima in catalogo di 15-20.000 euro, è parte del periodo in cui la pittrice veneziana abbandonò la pittura ad olio per avvicinarsi all’arte informale e sperimentare con materiali nuovi e diversi rispetto alle opere precedenti.

Usciamo dai confini italiani per andare in Giappone con l’ultimo nome in evidenza per la prima sessione dell’asta: stiamo parlando di Hisao Domoto, nato a Tokyo ma assiduo frequentatore di Parigi e New York. L’olio su tela “Solution de Continuité”, del 1962, fa parte di una serie che l’artista elaborò nei primi anni ‘60, periodo in cui il suo stile si accostò sempre di più al Neocostruttivismo.

Se la prima tornata è di alto livello, la seconda - che si terrà alle ore 18:00 del 17 ottobre -  non è da meno. È anzi forse qui che si concentra il maggior numero di top lot: primo tra tutti il lotto 195, una tecnica mista su carta di Jannis Kounellis (1936-2017), recentemente scomparso. Kounellis non è l’unico esponente dell’Arte Povera in catalogo: tra gli altri, segnaliamo anche opere di Alighiero Boetti e Mario Ceroli.

Rilevante anche il ricamo su fotocopia di Maria Lai, una delle voci più singolari della seconda metà del Novecento italiano. L’artista, più vicina ai circoli letterari che a quelli dell’arte, produsse delle opere in cui la tradizione popolare si mescola ai tratti dell’arte povera e concettuale. La sua pratica dava ampio spazio alla femminilità e alla ritualità del gesto, qui rappresentati dal ricamo.

A seguire, una nutrita selezione di arte cinetica in cui spicca “Contrazione espansione” del 1937 di Alberto Biasi, stimato tra i 15 e i 20.000 euro.

L’asta terminerà con “Naufragio euforico. Spazio del verbo sembrare”, un set di 20 fotografie in bianco e nero di Michele Zaza con una valutazione di 25-35.000 euro e con “Campi profughi” di Mario Schifano, stimato 50-60.000 euro.

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