L'Archivio Boetti contro la collezione di Elisabetta Franchi

Agata Boetti, figlia del grande artista, si è detta contrariata rispetto alla collezione di Elisabetta Franchi ispirata agli arazzi del padre, realizzata a suo dire "in modo arbitrario".

L'Archivio Boetti contro la collezione di Elisabetta Franchi

Sembra che il caso dell’estate sia quello scoppiato attorno alla nuova collezione di Elisabetta Franchi, ispirata ai motivi grafici di Alighiero Boetti. Collezione che non è andata particolarmente a genio ad Agata Boetti, la figlia dell’artista, che su Instagram ha denunciato il tutto come “un’iniziativa, mai autorizzata, di Elisabetta Franchi che usa arbitrariamente la firma di Boetti per promuovere la collezione, già realizzata anch’essa in modo arbitrario”.

La collezione PE 2019 è stata presentata durante la Fashion Week e ha portato in passerella dei look decisamente ispirati a Boetti, anche se, le frasi simboliche di Boetti sono state sostituite dalle lettere che compongono il nome del marchio. 

Elisabetta Franchi PE 2019, foto via Facebook
Elisabetta Franchi PE 2019, foto via Facebook

“ELISABETTA FRANCHI si ispira all'arte di 𝓐𝓵𝓲𝓰𝓱𝓲𝓮𝓻𝓸 𝓑𝓸𝓮𝓽𝓽𝓲 creando un perfetto equilibrio tra il mondo della moda e dell'arte. Lettere che compongono il nome della designer in una composizione multicolore, come una scacchiera, che suggerisce un concetto, senza rivelare altro, proprio come fa l'artista nelle sue opere". Così viene descritta la collezione su Facebook: potrebbe anche essere interessante e, detto tra noi, la collezione è davvero bella, purtroppo però, pare non ci sia stato nessun accordo tra l’Archivio Boetti e il brand.

Elisabetta Franchi PE 2019, foto via Facebook
Elisabetta Franchi PE 2019, foto via Facebook

Un problema ricorrente nel mondo dell’arte: è di ieri la notizia secondo la quale uno street artist americano avrebbe fatto causa a Walmart, multinazionale statunitense, ed Ellen DeGeneres, celebre presentatrice, per aver creato una linea di abbigliamento utilizzando una sua opera.

Al momento, la questione sembra essersi chiusa con poco eco mediatico: Elisabetta Franchi non ha mai rilasciato alcuna dichiarazione a riguardo, non ha mai risposto al post di Agata Boetti e sui profili social sono ancora presenti tutte le fotografie della collezione. D'altra parte, secondo l'articolo di Artribune, i presupposti per un eventuale contestazione contro la stilista sono vaghi, dal momento in cui si tratta di mera ripresa dello stile dell'artista, senza riferimento al suo nome o all'Archivio. L'ordinamento infatti, dichiara come illecita la situazione in cui “l’autore del plagio si sia appropriato degli elementi creativi dell’opera altrui, ricalcando in modo pedissequo quanto da altri ideato ed espresso in forma determinata e identificabile” (dalla sentenza n.2039 del 26 gennaio 2018, causa tra la Fondazione Vedova, un pittore che aveva riprodotto alcuni quadri e la galleria che lo promuoveva).

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