Alla scoperta di Genova Barocca

Il catalogo della prossima asta di Boetto è un vero e proprio viaggio nell'arte barocca genovese. Dipinti, mobili e oggetti che raccontano il grande secolo della Superba per una "vendita fuori dall'ordinario".

Alla scoperta di Genova Barocca

C’è un periodo, quello compreso tra il 1528 e gli anni trenta del secolo successivo, che è passato alla storia come il cosiddetto “Secolo dei Genovesi”. All’epoca, Genova era una Repubblica e, oltre ad avere un ruolo primario come crocevia del commercio marittimo, divenne a tutti gli effetti uno dei più importanti centri artistici a livello europeo. 

La Repubblica era guidata in quegli anni da un regime oligarchico che garantiva altissimi livelli di ricchezza a poche e potenti famiglie, che gareggiavano tra loro nell'ostentazione del dominio attraverso la commissione di opere d’arte e la decorazione di luoghi di culto, chiese e palazzi. Anche le collezioni d’arte proliferarono in quegli anni: le nobili famiglie genovesi raccoglievano opere e dipinti degli artisti più e ricercati conosciuti, italiani ma anche spagnoli e olandesi: celebre è infatti il soggiorno genovese di Peter Paul Rubens, grazie al quale il Barocco irruppe sulla scena artistica della città.

Bernardo Strozzi detto Il Cappuccino, San Francesco in preghiera, olio su tela, cm 137 x 125. Foto: Aste Boetto
Bernardo Strozzi detto Il Cappuccino, San Francesco in preghiera, olio su tela, cm 137 x 125. Foto: Aste Boetto

Nel 1605, un anno dopo l’arrivo di Rubens, anche Caravaggio soggiornò nella Superba, realizzando alcuni capolavori come l’Ecce Homo di Palazzo Bianco e il Martirio di Sant’Orsola, che si trova oggi a Napoli. Tra celebri i pittori genovesi che sintetizzarono le ricerche del Caravaggio, un nome su tutti è quello di Bernardo Strozzi, detto Il Cappuccino. Il suo stile, inizialmente influenzato dal manierismo toscano e lombardo, si evolve poi nello studio del chiaroscuro e del naturalismo caravaggesco. La sua storia personale racconta di un esilio in un’altra Repubblica, quella di Venezia, dopo l'accusa di svolgimento illegittimo dell'attività di pittura da parte dell’ordine dei Cappuccini (di cui fece parte). Nel 1632 fuggì da Genova e nella città lagunare divenne un artista affermato grazie al suo contributo nella diffusione dell’opera Barocca. 

L’opera San Francesco in Preghiera, di Bernardo Strozzi, è tra i Top Lot della prossima asta di Antiquariato di Boetto, nel cui catalogo spiccano diversi dipinti della Scuola Genovese. Un'opera inedita e di estrema importanza storica, che verrà a breve pubblicata nel catalogo dell’imminente mostra dedicata a Strozzi a Palazzo Lomellino. 

Giovanni Maria Delle Piane, Ritratto di Stefano De Mari, olio su tela, cm 190 x 143. Foto: Aste Boetto
Giovanni Maria Delle Piane, Ritratto di Stefano De Mari, olio su tela, cm 190 x 143. Foto: Aste Boetto

Tra i nomi più importanti della scuola  genovese, e sempre tra i Top Lot di Boetto, spicca anche Giovanni Maria Delle Piane, detto il Mulinaretto, che nacque a Genova nella nobile casata dei Delle Piane e lavorò tra la città natale e Parma, a servizio dei Farnese e dei Borbone. Vicino al ritratto di ispirazione francese, come ben appare nell’opera "Ritratto di Stefano de Mari" in asta da Boetto, il Mulinaretto fu infatti pittore e ritrattista di corte per i Doria e i Durazzo.

Giovanni Bernardo Carbone, Monaca in adorazione del Crocifisso, Olio su tela, cm 220 x 145. Foto: Aste Boetto
Giovanni Bernardo Carbone, Monaca in adorazione del Crocifisso, Olio su tela, cm 220 x 145. Foto: Aste Boetto

Altri grandi pittori genovesi come Giovanni Bernardo Carbone e Niccolò Maria Vaccaro arricchiscono, con le loro opere, il catalogo dell’asta di Boetto dedicata all’Antiquariato. Come però ben saprete, il Barocco non influenzò soltanto la sfera della pittura, ma anche quella dell’architettura e dell’arredo. Lo stagione decorativa barocca che nasce a Roma si sviluppa poi in tutta Italia, arrivando in modo particolare a Genova, Napoli e in Sicilia. Se il Barocco aveva come fine primo quello di destare stupore e meraviglia, non c’è dubbio che questo monumentale orologio di Anton Maria Maragliano di oltre 2 metri per 3, riassume perfettamente lo stile magniloquente tipico del periodo. 

Anton Maria Maragliano,monumentale orologio in legno finemente intagliato, laccato e dorato. Foto: Aste Boetto
Anton Maria Maragliano,monumentale orologio in legno finemente intagliato, laccato e dorato. Foto: Aste Boetto

L’orologio, che raffigura l’allegoria del tempo e della verità, con un quadrante con segni zodiacali, è in legno scolpito, dipinto e dorato e gli studiosi ritengono che facesse parte del maestoso complesso d’arredo commissionato a Maragliano da Lorenzo De Mari, che divenne Doge nel 1744. Ad oggi, è uno dei più importanti recuperi per l’arte genovese settecentesca: il rarissimo pezzo infatti, è tornato alla luce dopo diversi anni di assenza. L’ultima volta che fu visto dal vivo, venne definito dalla specialista Graziella Colmuro:

"Uno dei lavori più felici del Maragliano"

Chiudiamo il viaggio per Genova Barocca con un pezzo immancabile di mobilio. Si tratta infatti di un cassettone a bambocci in noce, decorato con angeli a cavallo di aquile, delfini e tartarughe. Un classico dell’eccellenza del periodo sia per il materiale usato che per i motivi decorativi.

Cassettone a bambocci in noce, Genova sec.XVII. Foto: Aste Boetto
Cassettone a bambocci in noce, Genova sec.XVII. Foto: Aste Boetto

Insomma, quest’asta di Boetto è una vera “vendita fuori dall'ordinario”, come l’ha definita la rivista Antiquariato: una raccolta di pezzi preziosi e mai presentati prima sul mercato che farà breccia nel cuore di collezionisti e appassionati. Con un totale di 830 lotti, la vendita tratta anche diverse scuole italiane e internazionali, argenteria, maioliche, porcellane cinesi e dipinti del Novecento.

Non resta che segnare l’appuntamento per il 24-25-26 settembre e scoprire tutti gli altri lotti direttamente su Barnebys!

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