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Nel 1910, alcuni importanti investitori lombardi si incontrano a Milano per acquisire una società francese, la SIAD (Società Italiana Automobili Darracq).

Questa azienda, fondata da Alexandre Darracq, si trovava in difficoltà e gli acquirenti italiani decidono di dare nuova vita all'interessante progetto, dandogli un nuovo nome: Alfa (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili).

All'inizio Alfa conta circa 250 dipendenti e produce 300 auto all'anno. Il designer Giuseppe Merosi si unisce al team e crea il primo modello, l'Alfa 24 HP. Fin dall'inizio, il team decide di muoversi verso la produzione di modelli sportivi da competizione: infatti proprio due Alfa vincono rispettivamente il primo e il secondo posto della gara Parma-Poggio di Berceto nel 1913. Ma la guerra arriva e gli affari vanno in pezzi. Alfa viene rilevata da una banca che affida la gestione dell'azienda all'ingegnere Nicola Romeo. Per qualche tempo l'impianto viene convertito nella fabbricazione di attrezzature militari.

L'Alfa Romeo P2 di Vittorio Jano. L'Alfa Romeo P2 di Vittorio Jano.

Dopo il conflitto la produzione automobilistica fortunatamente riparte. Famosi piloti diventano ambasciatori del marchio come Enzo Ferrari, Antonio Ascari o Giuseppe Campari. La società riesce a recuperare: nel 1919 conta 2.200 dipendenti. Nel 1925 Gastone Brilli-Peri vince il campionato del mondo automobilistico a bordo della P2, progettato da Vittorio Jano. Primo titolo di gloria che inaugura molti successi in competizione con i piloti Tazio Nuvolari o Achille Varzi.

Negli anni Trenta appaiono le prime autovetture, come l'Alfa Romeo P3. Nel 1933, con il ritorno delle prospettive di guerra, l'Alfa Romeo è nuovamente sollecitata dallo Stato Italiano per la produzione di equipaggiamenti militari. La recessione ha un forte impatto sull'attività dell'azienda: nel 1939, il bilancio è inappellabile: Alfa Romeo produce poco più di 500 modelli, dopo 30 anni di attività.

La belle époque

Dopo la seconda guerra mondiale, l'azienda si rialza. Due modelli leggendari appaiono negli anni '50: l'Alfa Romeo 1900 (1950) e l'Alfa Romeo Giulietta (1954). Vengono prodotte anche nuove autovetture, come l'Alfa Romeo Villa d'Este (1949) o la Giulietta Spider (1955). Alfa Romeo diventa leader di mercato e uno dei fornitori principali dello Stato Italiano. Progetta per la polizia un modello speciale di Alfa Romeo 1900, soprannominato "Pantera".

La Giulietta Spider, 1955 ©Fiat Group Auto La Giulietta Spider, 1955 ©Fiat Group Auto

Alfa Romeo vince anche due campionati di Formula 1: nel 1950 e nel 1951 con i piloti Giuseppe Farina e Juan Manuel Fangio, a bordo di Alfa Romeo 158 e 159. La fine del 1960 vede una modernizzazione dei design sportivi con nuovi modelli, tra cui con 33 Stradale (1967) o Daytona (1968). Diversi designer famosi collaborano con il marchio come Zagato, Pininfarina o Bertone. Nel 1972 viene lanciata l'Alfa Romeo Alfetta, che riscuote un grande successo: quest'auto presenta uno schema meccanico così potente che il marchio lo riutilizzerà fino al 1992.

Rinnovamento del marchio

Ma ancora, Alfa Romeo vive degli scossoni causati da eventi esterni all'azienda. La crisi petrolifera degli anni '70 e la recessione rallentano irreparabilmente l'attività della squadra. Alcuni modelli lanciati non raggiungono il successo commerciale previsto (Alfa 6, Alfa Arna) mentre una fusione imbarazzante con Nissan rischia di destabilizzare la società. Le fabbriche chiudono: nel 1982, Alfa Romeo ha 30.000 dipendenti, nel 1986 solo 16.000.

Alfa Romeo 33 Alfa Romeo 33

Il marchio ha comunque ancora notevoli successi, grazie al modello Alfa Romeo 33 (1983) o Alfa Romeo 75 (1985). Quest'ultimo è considerato dai puristi come l'ultima vera Alfa Romeo.

Di fronte alle difficoltà, il gruppo viene acquisito da Fiat nel 1986. Alfa attende poi fino agli anni Duemila per lanciare nuovi modelli (Alfa 156, 147, 159). Intanto le difficoltà persistono e l'impianto di Arese chiude a sua volta nel 2005. L'azienda lancia il modello MiTo (2008), 4C (2013) e la nuova Giulia (2015). Ad oggi, nel 2019 il nuovo modello di punta è il SUV Stelvio.

Alfa Romeo, Arese. Foto via La Repubblica Alfa Romeo, Arese. Foto via La Repubblica

Il mito Alfa Romeo

Nonostante alcune difficoltà, il prestigio di Alfa Romeo lo rende oggi un marchio amato da molti collezionisti. Con il logo "Quadrifoglio" Alfa Romeo ha vinto i più grandi titoli della storia partecipando alla Targa Florio, alla Mille Miglia e alla 24 Ore di Le Mans, oltre a 5 titoli mondiali in tutte le categorie (1925, 1950 , 1951, 1975, 1977).

Alfa Romeo Giulietta, 1956, foto ©Artcurial Alfa Romeo Giulietta, 1956, foto ©Artcurial

Sul mercato, alcuni modelli di Alfa Romeo hanno raggiunto cifre da capogiro. Nel 2018, un'Alfa Romeo Giulietta del 1956 è stato venduta a 214.560 euro (Artcurial, Parigi) mentre un'Alfa Romeo 6C del 1939 ha raggiunto la somma di 274.160 euro (Artcurial, Parigi). Molti altri modelli rimangono comunque accessibili a cifre decisamente più basse.

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