Un leggendario architetto

Nel 1910 alcuni investitori lombardi si incontrarono a Milano per acquisire una società francese, la SIAD (Società Italiana Automobili Darracq), che si trovava in difficoltà. L’affare andò a buon fine e i nuovi proprietari decisero di ripartire da zero con un nuovo nome: Alfa, Anonima Lombarda Fabbrica Automobili.

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Fin dall'inizio Alfa, che contava circa 250 dipendenti e produceva 300 auto all'anno, decise di concentrarsi sulla produzione di modelli da competizione. I risultati furono ottimi: dopo soli tre anni due Alfa si erano già piazzate prima e seconda nella gara Parma-Poggio di Berceto. Ma con la prima guerra mondiale alle porte le vendite calarono e l'azienda venne rilevata da una banca e affidata all'ingegnere Nicola Romeo, che la convertì alla produzione militare.

Dopo il conflitto la produzione automobilistica riprese e famosi piloti come Enzo Ferrari, Antonio Ascari e Giuseppe Campari divennero promotori del marchio. Anche grazie all’ottima pubblicità gli affari andavano a gonfie vele, tanto che nel 1919 Alfa contava ben 2.200 dipendenti. Nel 1925 Gastone Brilli-Peri vinse il Campionato mondiale con un’Alfa P2 progettata da Vittorio Jano: il titolo che avrebbe aperto la strada a una lunga serie di successi nel mondo dello sport.

L'Alfa Romeo P2 progettata da Vittorio Jano. L'Alfa Romeo P2 progettata da Vittorio Jano.

Nel 1933 però il mondo era di nuovo in odore di guerra e Alfa Romeo si convertì nuovamente alla produzione militare. Questa volta le influenze del conflitto furono pesanti e la recessione gravò sui conti dell'azienda.

I giorni di gloria

Dopo la seconda guerra mondiale, l'azienda si risollevò con due modelli che sarebbero diventati leggendari: l'Alfa Romeo 1900 (1950) e l'Alfa Romeo Giulietta (1954). Furono anche prodotte nuove autovetture come l'Alfa Romeo Villa d'Este (1949) e la Giulietta Spider (1955). Sempre in questi anni, Alfa Romeo divenne uno dei fornitori ufficiali dello Stato italiano.

La Giulietta Spider, 1955. Courtesy: Fiat Group Auto La Giulietta Spider, 1955. Courtesy: Fiat Group Auto

In gara il marchio era sempre sul podio e nel 1950 e nel 1951 vinse i primi due campionati di Formula 1 grazie ai piloti Giuseppe Farina e Juan Manuel Fangio, rispettivamente a bordo delle Alfa Romeo 158 e 159. Alla fine degli anni '60 le linee si fecero più sportive, in particolare con la 33 Stradale (1967) e la Daytona (1968). Diversi designer famosi come Zagato, Pininfarina e Bertone collaborarono con il marchio. Nel 1972 fu lanciata l'Alfa Romeo Alfetta, un grandissimo successo. L’auto aveva uno schema meccanico così potente che il marchio lo avrebbe riutilizzato fino al 1992.

Una nuova caduta

L'Alfa Romeo 33. L'Alfa Romeo 33.

Ma ancora una volta, Alfa Romeo non resse lo shock petrolifero degli anni '70 e la recessione, che ne rallentarono irrimediabilmente l'attività. Furono lanciati dei nuovi modelli che però non raggiunsero il successo commerciale sperato (Alfa 6, Alfa Arna). Una goffa fusione con Nissan finì per destabilizzare la compagnia, in un periodo in cui molte fabbriche italiane stavano gradualmente chiudendo i battenti. Nel 1982, Alfa Romeo aveva 30.000 dipendenti: nel 1986 c'erano solo 16.000.

Lo storico stabilimento dell'Alfa Romeo ad Arese. Lo storico stabilimento dell'Alfa Romeo ad Arese.

Il marchio continuò comunque a riscuotere un certo successo con l'Alfa Romeo 33 (1983) e l'Alfa Romeo 75 (1985), considerata dai puristi come l'ultima vera Alfa Romeo. Di fronte alle difficoltà, il gruppo fu acquistato dalla Fiat nel 1986, ma fu solo a cavallo degli anni 2000 che Alfa Romeo si rilanciò con modelli dal design futuristico (Alfa 156, 147, 159). Le difficoltà persistevano e lo stabilimento di Arese chiuse definitivamente nel 2005 per essere riconvertito in un centro commerciale. Più di recente, la società ha riprovato a mettersi in sesto con Alfa Romeo MiTo (2008), 4C (2013) e la nuova Giulia (2015).

Il mito Alfa Romeo

Alfa Romeo Giulietta Sprint del 1956. Courtesy Artcurial. Alfa Romeo Giulietta Sprint del 1956. Courtesy Artcurial.

Grazie al suo prestigio, Alfa Romeo è un brand ancora molto amato dai collezionisti e identificato nel suo stemma composto dalla bandiera di Milano e dal Biscione Visconteo. Ma è con il logo a quadrifoglio che Alfa Romeo ha conquistato i più grandi titoli della sua storia: la Targa Florio, la Mille Miglia, la 24 heures du Man e 5 titoli mondiali in tutte le categorie (1925, 1950, 1951, 1975, 1977).

Sul mercato, sono i modelli più iconici ad essere popolari. Proprio quest’anno Artcurial ha venduto un’Alfa Romeo Giulietta del 1956 per 214.560 euro e una 6C del 1939 per 274.160 euro. Ma non tutti i modelli sono così cari, e alcuni sono disponibili a poche decine di migliaia di euro.

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