6 cose da sapere sui Lalanne

Più che collaboratori, diremmo co-creatori: i Lalanne hanno condiviso vita e carriera per cinque decenni, lasciandosi alle spalle un'incredibile raccolta di opere. Ecco 6 cose che potreste non sapere su questa coppia geniale di scultori.

6 cose da sapere sui Lalanne

Il grande evento dell'asta dedicata all'universo dei Lalanne si terrà il prossimo ottobre da Sotheby's. Per l'occasione, verranno proposte alcune opere provenienti dalla loro residenza-atelier di Fontainebleau, alcune realizzate dal duo, altre di artisti e amici con cui condividevano la loro quotidianità. François-Xavier e Claude Lalanne hanno sviluppato un universo atipico basato su una vera e propria complementarità. Stilisti, artisti e scultori ben inseriti in un panorama artistico di tutto rispetto (César, Magritte, Tinguely, Boubat e Niki de Saint-Phalle erano tra i loro amici), si sono affermati sulla scena artistica mondiale, pur mantenendo semplicità e onestà nella loro pratica. Le forme vegetali, animali e minerali hanno dominato interamente il loro lavoro, mettendo in evidenza un vocabolario plastico di un nuovo tipo.

Un appartamento parigino pieno di pecore di François-Xavier. Foto © LIFE via The Place Home
Un appartamento parigino pieno di pecore di François-Xavier. Foto © LIFE via The Place Home

1. Le pecore di François-Xavier sono un riferimento a Omero

Le famose pecore di lana di François-Xavier sono infatti ispirate a un passaggio dell'Odissea, l'epopea greca di Omero. Originariamente presentate con il titolo Per Polifemo, le sculture dell'artista rimandano al momento in cui Ulisse e i suoi compagni accecano il Ciclope Polifemo e fuggono dalla sua caverna aggrappandosi al ventre della sua gigantesca pecora.

2. Claude ha ispirato l'album di Serge Gainsbourg

L'album L'Homme à tête de chou nasce da un colpo di fulmine di Gainsbourg per una scultura di Claude (con lo stesso titolo), in cui s'imbatte casualmente durante una visita in una galleria e che acquista sul posto. La scultura, un uomo seduto con un cavolo al posto della testa, ha ispirato Gainsbourg per uno dei suoi più grandi capolavori, l'album omonimo acclamato dalla critica del 1976.

"Ho visto 'L'Homme à tête de chou' nella vetrina di una galleria d'arte contemporanea. Sono tornato quindici volte e poi, sotto ipnosi, ho spinto la porta, pagato in contanti e l'ho portato a casa mia. All'inizio mi ha tenuto il muso, poi si è scongelato e mi ha raccontato la sua storia. Un giornalista scandalistico s'innamorò di una piccola shampista, ma lei lo tradì con due rocker. Allora la uccide con degli estintori e gradualmente si dissolve, in follia, perdendo la testa che diventa un cavolo...".

Foto via Paris Match
Foto via Paris Match

Claude Lalanne, nel frattempo, aveva commentato: "Erano passati solo cinque giorni da quando lo avevo finito e già se ne stava andando. Ero contento che fosse stato lui a comprarlo perché lo ammiravo molto. In seguito, mi telefonò per chiedermi se ero d'accordo nell'uso dell'opera come copertina del suo prossimo album. Ho accettato e, per ringraziarmi, mi ha invitato allo studio di registrazione per farmi ascoltare l'album prima che uscisse".

3. La loro arte era creata per essere usata

Per i Lalanne, l'arte faceva parte della vita di tutti i giorni. È questa l'idea dietro alle loro opere che hanno sempre cercato di far passare. Le loro creazioni erano quindi sia artistiche che funzionali, come per le pecore di François-Xavier, che possono fungere da sgabelli. "Ho pensato che sarebbe stato divertente riempire questa grande stanza con un gregge di pecore" ha detto Lalanne, "dopo tutto, è più facile avere una scultura piuttosto che una vera pecora, ed è ancora meglio se possiamo usarla come seduta"

Rinoceronte e sgabello a pecora di François-Xavier Lalanne. Foto © LIFE via The Place Home
Rinoceronte e sgabello a pecora di François-Xavier Lalanne. Foto © LIFE via The Place Home

4. François-Xavier e la vodka con Brancusi

Quando arrivò a Parigi all'età di 18 anni, Francois-Xavier aprì il suo studio all'impasse Ronsin, nel quartiere più in tra gli artisti parigini. Faceva visita regolarmente al suo vicino di atelier, Constantin Brancusi, con una bottiglia di vodka e un pacchetto di sigarette. Brancusi lo presentò alla cerchia dei surrealisti e avrà una grande influenza sul suo lavoro, proprio come Man Ray e Max Ernst. Claude e François-Xavier si incontrarono proprio ad una mostra di Brancusi nel 1952.

5. Le loro prime opere furono pesantemente criticate

"Ci hanno completamente ignorato. Per loro, creare sculture con utilità era sciocco." La critica non è sempre stata morbida con i Lalanne, come ha sottolineato Claude nel 2013, parlando della loro prima mostra. Nonostante le opere iniziali non siano state accolte calorosamente, la coppia di artisti ha sempre rifiutato di rispettare gli standard del mondo dell'arte. Una decisione che si è rivelata giusta, perché solo pochi anni dopo le loro opere atipiche avrebbero invaso le gallerie e riempito le pagine delle riviste.

Claude Lalanne nel suo giardino con due opere del 2012. Foto © Lea Crespi
Claude Lalanne nel suo giardino con due opere del 2012. Foto © Lea Crespi

6. François-Xavier lavorò come custode al Louvre

Il primo lavoro di François-Xavier quando arrivò a Parigi fu al Louvre, come guardiano. Trascorse il suo tempo a studiare i manufatti egiziani custoditi nelle collezioni: statue di rinoceronti, babbuini, gatti e ippopotami hanno fortemente influenzato il suo lavoro successivo.

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