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Piatto Piatto fondina a larga tesa defluente con ingiro...

Descrizione dell'oggetto

Piatto Piatto fondina a larga tesa defluente con ingiro ed ampio basso cavetto; appoggio incavato. Maiolica dipinta in policromia; tesa dipinta in blu con piccole incisioni a graffito che mostrano il bianco della maiolica di fondo e suddipinta in bianchetto a trofei di genere musicale; a destra sopra un tamburo appaiono due cilindretti aventi in ognuno la lettera “P”, quindi una doppia “P”. In cavetto su fondo giallo squillante un “Putto alato” (Amore) incedente” su prato verdeggiante verso sinistra ha il visetto rivolto invece a destra. Il corpo ignudo racchiuso da linea di contorno è costruito ad ampie velature dal bianco al rosato; ha visetto molto bello e sorridente con riccioli sulla fronte, e tende le mani a sinistra; ha due alucce dalle piume in azzurro e giallo. Chiude la figurazione a sinistra una pianta spoglia con in basso uno steccato quasi in nero di manganese. Il verso nudo è in maiolica avorio. Ø cm. 23; h. cm. 4; tesa cm.5. Condi.: ottime. Casteldurante Urbania, pittore in bottega di Angelo e Ludovico Picchi, sec. XVI, metà . Dei due fratelli Picchi che lavorarono prima a Casteldurante e poi dal 1565ca a Roma si hanno molte notizie, fra cui importante quella dell’ordinazione nel 1548 da parte di Nicola Canizia di mille e cinquecento maioliche per il mercato palermitano decorati “a trofei” e “alla veneziana”, segno della chiara fama della bottega (Gardelli 2014 p. 24). Per quanto la decorazione “a trofei” musicali o guerreschi abbia a lungo perdurato a Casteldurante, fino al Seicento, la straordinaria qualità della pittura nel presente piatto, riporta il genere pittorico ai suoi esordi; in particolare è lecito attribuirlo proprio alla ordinazione Canizia ai due fratelli Picchi, le cui iniziali potrebbero ravvisarsi nelle due “p” nei cilindretti sopra il tamburo. Molti sono i raffronti con maioliche importanti in vari Musei, e collezioni private (ITALIKA, Formica ecc. ), ma in generale i putti non sono ottenuti a linea di contorno ben marcata come nel presente, sicuro distintivo di un artista di notevole livello, operante nella bottega Picchi, e che forse firma con uno steccato. [C. Fiocco- G. Gherardi, La maiolica Rinascimentale di Casteldurante. Collezione Saide e Mario Formica, Iesi 1997, passim; G. Gardelli, ITALIKA. Maiolica Italiana del Rinascimento. Saggi e Studi, Faenza 1999, .nn.138,139; C. Leonardi- M. Moretti, I Picchi maiolicari da Casteldurante a Roma, Sant’Angelo in Vado 2002,passim; G. Gardelli, Il corredo apotecario di Roccavaldina: una brocchetta stemmata ripropone l’enigma della committenza, in Atti del convegno “Le maioliche del Museo Farmacia di Roccavaldina e la farmacopea in Sicilia dal Rinascimento ad oggi”, 12 ottobre 2013, Roccavaldina 2014, p. 24.]
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